IL DEMONIO NON PUÒ NULLA SULLA VOLONTÀ, POCHISSIMO
SULL'INTELLIGENZA, E TUTTO SULLA FANTASIA.

- Joris Karl Huysmans -


E’ CON SATANA CHE LA TRISTEZZA E L’INQUIETUDINE DISPERATA ENTRANO NEL MONDO
- Georges Bernanos -

PREGHIERA DI PAPA LEONE XIII A SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo; sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E Tu, Principe delle milizie celesti con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen

venerdì 2 agosto 2013

3° tappa: L'azione del diavolo sui corpi e sulle cose.

tratto da "La Provvidenza" di don Tullio Rotondo
 
Danni di natura fisica causati dal demonio

Il CCC parla di questa azione diabolica, come visto.
Il Vangelo parla spesso di questa azione del diavolo per quale opera in modo particolare su alcune persone: normalmente essa si distingue in : possessione , vessazione. Per la possessione il diavolo rende suo strumento la persona umana agendo e/o parlando attraverso di essa, è il caso dell’indemoniato di Gerasa di cui parla ampiamente il vangelo di s. Marco
Marco 5:1 Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni.
Marco 5:2 Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo.
Marco 5:3 Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene,
Marco 5:4 perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo.
Marco 5:5 Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Marco 5:6 Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi,
Marco 5:7 e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».
Marco 5:8 Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!».
Marco 5:9 E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti».
Marco 5:10 E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
Marco 5:11 Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.Marco 5:12 E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».
Marco 5:13 Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare.
Marco 5:14 I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto.



Marco 5:15 Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
Marco 5:16 Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci.
Marco 5:17 Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Marco 5:18 Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.
Marco 5:19 Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato».
Marco 5:20 Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.
Questo testo, come si può vedere contiene anche la testimonianza di una azione del diavolo su degli animali, appunto sui porci che , spinti dal diavolo annegano ; accanto alla azione sulle persone il demonio può operare anche contro le cose o gli animali sempre però per danneggiare le persone e spingerle al peccato. Cristo Signore, come si vede, permette tale azione satanica sempre però per il bene delle persone.
Un altro episodio eclatante che il Vangelo narra di possessione appare quella del ragazzo “epilettico” di cui racconta s. Marco
Marco 9:17 Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto.
Marco 9:18 Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».
Marco 9:19 Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me».
Marco 9:20 E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando.
Marco 9:21 Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia;
Marco 9:22 anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».
Marco 9:23 Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede».
Marco 9:24 Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità».
Marco 9:25 Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più».
Marco 9:26 E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto».
Marco 9:27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
Marco 9:28 Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».
Marco 9:29 Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
Per quanto attiene invece alle vessazioni possiamo dire quanto segue . Il Vangelo parla con chiarezza di tali vessazioni allorché riferisce di malattie che il demonio causava in certe persone, guarite e lierate, poi, da Gesù. Si pensi a questo caso
Luca 13:10 Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato.
Luca 13:11 C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.
Luca 13:12 Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità»,
Luca 13:13 e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Esorcisti del calibro di mons. Gemma, p. Ernetti parlano di queste vessazioni che possono riguardare il lavoro, i rapporti con altre persone, altre volte tali vessazioni consistono in fastidiosi fenomeni strani che si verificano in casa: in particolare rumori terribili e misteriosi.
In una nota della Conferenza Episcopale Toscana troviamo scritto a riguardo
Restando fermi nella convinzione di fede che il diavolo non ha potere sulla salvezza eterna dell’uomo se quest’ultimo non glielo permette, non possiamo considerare che la libertà (in particolare modo la libertà in stato di peccato) sia onnipotente di fronte alle insidie del diavolo. Quanto più una persona partecipa a simili pratiche tanto più si trova debole e indifesa. In questo senso si può supporre che gli aderenti a sette sataniche rischino di diventare più facilmente preda di realtà come la «fattura», il «malocchio», le «vessazioni diaboliche» e le «possessioni demoniache». Sia nella fattura che nel malocchio, infatti, non possiamo escludere una qualche partecipazione del gesto malefico al mondo del demoniaco, e viceversa (cfr. Conferenza Episcopale Toscana, «A proposito di magia e demonologia. Nota pastorale», 1 giugno 1994, n. 13). Di natura diversa sono le azioni straordinarie di Satana contro l’uomo, permesse da Dio per ragioni solo da Lui conosciute. Fra queste possiamo citare: disturbi fisici o esterni (basta ricordare la testimonianza della vita di tanti santi), o infestazioni locali su case, oggetti o animali; ossessioni personali, che gettano il soggetto in stati di disperazione; vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza e a far compiere azioni o pronunciare parole di odio a Dio, a Gesù e al suo Vangelo, alla Vergine e ai santi; e, infine, la possessione diabolica, che è la situazione più grave, giacché, in questo caso, il diavolo prende possesso del corpo di un individuo e lo mette a suo servizio senza che la vittima possa resistere (cfr. Conferenza Episcopale Toscana, op. cit., n. 14).

S. Tommaso d’Aquino eccelso Dottore della s. Chiesa parla con estrema profondità nelle sue opere di queste azioni diaboliche con cui il diavolo arreca danni alle persone, in particolare egli parla anche dei cosiddetti malefici, cioè di opere di magia con cui viene veicolata a noi l’opera cattiva e dannosa del diavolo. Nel caso del maleficio gli uomini che lo fanno si rendono intermediari di satana in particolare per danneggiare qualcuno. Di questa azione malefica in cui l’uomo si fa intermediario di satana ne parlano molti esorcismi, in particolare il famoso vescovo esorcista mons. Andrea Gemma, il quale nel suo libro “Io vescovo esorcista” afferma precisamente l’esistenza di tali malefici. L’esistenza di tale intermediazione può essere considerata come accettata anche dal Magistero Supremo della Chiesa, in certo modo, in particolare se si vede la bolla di Innocenzo VIII datata 9-12-1444. Tale intermediazione dell’uomo rispetto all’azione di satana, si noti bene, non esce fuori dal Mistero della Provvidenza Divina, come infatti la Provvidenza permette per il nostro bene che altri pecchino o ci spingano al peccato può permettere che altri uomini si uniscano al diavolo per danneggiarci fisicamente, Dio, mentre permette tali malefici , ci dona la forza per sopportare le sofferenze che da essi sono scausate o addirittura ci dona la forza per impedire chetali sofferenze ci raggiungano.
Su questo tema è estremamente interessante il testo di presentazione del nuovo rituale per gli esorcismi, che sono le preghiere attraverso cui in particolare la Chiesa Santa Cattolica, e quindi Cristo attraverso essa, realizza la liberazione degli uomini dall’azione del demonio: liberazione dai malefici, dalle vessazioni e dalle possessioni .

 
Danni del demonio su corpi e oggetti
Con questo termine si fa riferimento alle fenomenologie di azioni visibili o percepibili, operate da Satana in particolari condizioni e circostanze. Queste si dividono in : disturbi esterni, possessioni diaboliche, vessazioni diaboliche, ossessioni diaboliche, infestazioni diaboliche e soggezioni diaboliche.
 
Disturbi esterni (sofferenze fisiche causate da Satana)
In questi casi il demonio non agisce internamente ma rimane all’esterno della persona e pertanto non sono necessarie preghiere di esorcismo. Il fenomeno presente nelle biografie di numerosi Santi mistici (San Giovanni della Croce, San Giovanni Vianney, Padre Pio da Pietrelcina, Santa Gemma Galgani) consiste in battiture, percosse, cadute di oggetti... ecc...
 
Possessioni diaboliche
La possessione è decisamente la forma più complessa e grave nella quale si possa espletare l'azione straordinaria del demonio. Comporta la permanenza continua del demonio in un corpo umano, pur essendo la manifestazione malefica dello stesso limitata a determinati momenti di "crisi". In questo caso non è detto che i disturbi dovuti alla possessione siano continui: infatti il posseduto perde il controllo di sé solamente durante quelle che potremmo definire delle "crisi" da possessione, nelle quali il Male (il demonio) agisce per mezzo del pieno controllo del corpo, delle capacità intellettive, mentali ed affettive, nonché volitive della persona posseduta.
Le manifestazioni straordinarie del demonio nella persona posseduta sono numerosissime, tutte scientificamente insiepgabili, e pertanto possono costituire un criterio per il discernimento di una vera possessione: il posseduto naturalmente denota una spiccata avversione al sacro, inoltre, può parlare lingue a sconosciute, può parlare al contrario, può rimettere dalla bocca oggetti solidi impensabili all'interno del corpo umano (bambole e pupazzi vari, chiodi, pugnali, trecce e capelli, etc…), può manifestare una forza bruta (spazzare catene di ferro),può scoprire cose nascoste e leggere nel pensiero, può levitare, e via dicendo...

 
Vessazioni diaboliche
Si tratta di forme di disturbi saltuari, che possono colpire il singolo o interi gruppi di persone; alla lunga possono tramutarsi in possessione.L'individuo a volte perde la coscienza, si comporta o parla in maniera anormale.
Le tipologie di disturbi sono le più svariate: si va dai disturbi dell'umore (arrabbiature improvvise ed immotivate..) a quelli degli affetti, nei rapporti con gli altri, a problemi sul lavoro, disfunzioni nella sfera sentimentale, tendenze ad isolarsi, fino a manie suicide...

 
Ossessioni diaboliche
La persona afflitta da un male di questo tipo ha insensati pensieri ossessivi, ma non riesce a liberarsene. Ha l'anima combattuta. La sua volontà è libera ma oppressa in gran parte da pensieri costringenti e ossessionanti. Si tratta di una serie d'inaspettati assalti che si ripetono in un lungo intervallo del tempo. L'individuo vive continuamente uno stato d'esaurimento, di disperazione, di depressione e di permanenti tentazioni di suicidio. Questi fatti ne condizionano regolarmente i sogni. Solitamente la gente ritiene che questi fenomeni appartengono al settore della psichiatria. Assolutamente comprensibile! Dobbiamo dire, però, che in alcuni casi né l'adoperarsi di uno psichiatra e né l'aiuto di un medico possono fare qualcosa, il che deve far pensare ad un'azione del Diavolo e alla sua presenza. La scienza qui è impotente. Intendere e distinguere adeguatamente lo può solamente, con la misericordia di Dio, un sacerdote che nella sua attività collabori e preghi intensivamente.
 
Infestazioni diaboliche
Si intendono disturbi che si manifestano in alcuni posti (case, uffici, negozi, coltivazioni...) o su diversi oggetti (letti, cuscini, bambole, automobili ... e non ultimi animali). Nei propri scritti, Origene dice che in questi casi all'inizio del Cristianesimo si facevano esorcismi.
 
Soggezioni diaboliche
Esprime l'atto di alleanza con Satana effettuato di propria volontà. È noto il rito dell'alleanza di sangue con il Demonio, che si realizza nel corso di una messa nera, accompagnato da tante oscenità. Questi rituali si sviluppano ancora segretamente nelle nostre città.

lunedì 1 luglio 2013

2° tappa: "L'azione ordinaria del diavolo: la tentazione".

 
Che cos’è una tentazione?
Possiamo definirla come la suggestione operata dal maligno sulla memoria e l'immaginazione umana, finalizzata a far preferire il male piuttosto che il bene, o un male maggiore di contro a uno minore, o un bene minore di contro a uno maggiore.
La tentazione è l'attività ordinaria del demonio, perché colpisce tutti gli uomini quotidianamente, ed indistintamente (il diavolo non dorme!) e mira all'allontanamento dell'uomo da Dio mediante il peccato, che lo porti alla dannazione eterna.

Normalmente il diavolo e i suoi strumenti per tentarci agiscono sulla tendenza al peccato che è radicata in noi stessi per la colpa di Adamo ed Eva, agiscono quindi sul disordine interiore causato in noi dai nostri peccati. S. Ignazio di Loyola dice a riguardo nei suoi “Esercizi spirituali” che

[327] Quattordicesima regola. Così pure il demonio si comporta come un condottiero che vuole vincere e fare bottino. Infatti un capitano, che è capo di un esercito, pianta il campo ed esamina le difese o la disposizione di un castello, e poi lo attacca dalla parte più debole. Allo stesso modo il nemico della natura umana ci gira attorno ed esamina tutte le nostre virtù teologali, cardinali e morali, e poi ci attacca e cerca di prenderci dove ci trova più deboli e più sprovveduti per la nostra salvezza eterna.
L’azione del diavolo, o meglio dei vari diavoli, è personalizzata e specifica su ogni uomo, tuttavia essa può essere delineata in linea generale seguendo un testo di s. Ignazio di Loyola, che traiamo ancora dai suoi “Esercizi spirituali” denominato la “Meditazione delle due bandiere”, testo che va inquadrato nella completa dottrina che la Scrittura e la Tradizione della Chiesa ci offrono su questo tema.
[140] Primo punto. Immagino nel vasto campo di Babilonia il capo degli avversari, che siede su un grande seggio di fuoco e di fumo, orribile e spaventoso nell’aspetto.
[141] Secondo punto. Considero che egli chiama a raccolta innumerevoli demoni e poi li sparge, chi in una città chi in un’altra, per tutto il mondo, senza tralasciare alcuna regione o luogo o stato di vita, né alcuna persona in particolare.
[142] Terzo punto. Considero il discorso che egli rivolge loro, incitandoli a gettare agli uomini reti e catene; come di solito avviene, cominceranno ad attirarli con l’avidità delle ricchezze; così essi giungeranno più facilmente alla ricerca del vano onore del mondo, e infine a un’immensa superbia. Vi sono perciò tre scalini: il primo è la ricchezza, il secondo il vano onore, il terzo la superbia; da questi tre scalini egli spinge gli uomini a tutti gli altri vizi.
[143] Tutto al contrario si deve immaginare il sommo e vero capitano che è Cristo nostro Signore.
[146] Terzo punto. Considero il discorso che Cristo nostro Signore rivolge a tutti i suoi servi e amici, che invia a questa missione, raccomandando loro che cerchino di aiutare tutti gli uomini: li condurranno anzitutto a una somma povertà spirituale e, se la divina Maestà così vorrà e intenderà sceglierli, anche alla povertà materiale; poi al desiderio di ricevere umiliazioni e disprezzi, perché da questi nasce l’umiltà. Vi sono perciò tre scalini: il primo è la povertà opposta alla ricchezza, il secondo l’umiliazione e il disprezzo opposti al vano onore del mondo, il terzo l’umiltà opposta alla superbia; da questi tre scalini li guideranno a tutte le altre virtù.
Dunque il demonio fa leva, secondo s. Ignazio, sull'avidità della ricchezza, sulla ricerca del vano onore, ed ifnine sulla superbia per portare l’uomo a tutti i vizi. Cioè il demonio sa, per esperienza, che dopo il peccato originale noi siamo attratti in modo disordinato dalle cose sensibili, siamo attratti in modo disordinato dal piacere e fuggiamo in modo disordinato il dolore, siamo attratti quindi dalla ricchezza cioè da ciò che ci procura il piacere ; sa che siamo attratti disordinatamente a volere l’onore da parte degli altri ; sa che siamo attratti disordinatamente a mettere noi stessi come centro assoluto e fine della nostra vita; perciò lavora precisamente su questi aspetti per farci peccare.
Sono queste le leve attraverso le quali egli agisce su di noi per spingerci a compiere quello che egli vuole.
 
Avidità per la ricchezza
 
S. Ignazio mette in evidenza sopratutto l’avidità per la ricchezza, cioè, come detto, tutto ciò che riguarda il piacere fisico; tale ricchezza include, più o meno direttamente, per contrario, ogni forma di fuga disordinata dal dolore fisico e dalla morte.
Il demonio ci tenta offrendoci (direttamente o attraverso i suoi strumenti ) ricchezza, piacere fisico, fuga dalla sofferenza in cambio della nostra disobbedienza alla Legge di Cristo Signore.Pensate all’azione del diavolo nel deserto, contro Gesù: anzitutto lo ha tentato sull’aspetto fisico, spingendolo a mangiare, a soddisfare la fame che sentiva. Pensate all’azione di tanti tiranni contro i nostri fratelli cristiani di tutti i tempi: quale arma hanno usato per spinger loro a rinnegare la fede? Spesso hanno usato le torture, spesso raffinatissime e dolorosissime; appunto perché l’uomo, ferito dal peccato, messo sotto torchio con la sofferenza o con la minaccia della sofferenza facilmente cede preferendo la tranquillità apparente nel peccato piuttosto che la sofferenza nella vita santa. Altre volte hanno usato gli allettamenti del piacere, delle ricchezze materiali. Quante persone si sono lasciate trascinare al peccato con queste tentazioni riguardanti la ricchezza e il piacere fisico. Pensiamo a Giuda, nel vangelo: ha abbandonato Gesù per il denaro. Il diavolo apparendo a s. Antonio disse che con la tentazione del piacere sensuale , in particolare di quello venereo, aveva fatto cadere in peccato molti. Chiaro è che se noi siamo veramente uniti a Cristo nella carità, nella fede, nella speranza, non cediamo alle tentazioni del diavolo e resistiamo con Cristo ad esse; pensiamo ai martiri: uniti a Cristo per la fede e la carità essi non sono caduti nella tentazione di peccare pur essendovi spinti dai loro carnefici con dolori e supplizi terribili. Se siamo uniti a Cristo noi possiamo veramente cogliere il frutto che la Provvidenza vuole realizzare in noi permettendo tali sofferenze: cioè il frutto della santità più gloriosa ed elevata.
 
La vana gloria
 
Ulteriormente il demonio , come fa notare s. Ignazio, può servirsi del nostro vano desiderio di essere onorati, di essere considerati, per spingerci ad agire fuori dell’ordine stabilito da Dio. Infatti, sempre a causa del peccato originale e degli altri nostri peccati, noi siamo diventati molto poco resistenti alle umiliazioni sicché possiamo facilmente preferire di calpestare la legge di Dio pur di essere onorati o comunque pur di non essere umiliati, disonorati, accusati come uomini malvagi, rei di gravi azioni. Si noti, s. Ignazio sembra porre questo secondo livello come una specie di continuazione del primo; in effetti l’onore implica almeno una qualche ricchezza che la persona nota in sé, ricchezza che ritiene come sua propria e per la quale vuole essere onorato, tale è la ricchezza del buon nome acquistato, è la ricchezza della buona fama, è la ricchezza della buona salute; questo secondo livello di azione del diavolo pur apparendo meno efficace per spingerci al peccato, rispetto al primo, lo può essere, in realtà, molto di più; si resiste più facilmente alla sofferenza fisica, infatti, a volte, che a quella morale causata da continue umiliazioni specie se sono ingiuste e gravemente offensive , quest’ultima infatti provoca intorno a noi un clima così ostile e a noi contrario che può divenire veramente opprimente e ossessivo, facendoci cedere al peccato. Il “buon nome” pensiamoci bene, tra l’altro, spesso impedisce di essere caritatevoli, di prestare attenzione a persone oppresse da altri, etc. ; cioè appunto per conservare l’onore presso gli altri, si evita di seguire la Via della Provvidenza che ci chiede di soccorrere chi è ingiustamente oppresso, danneggiato etc. Non per nulla Gesù dice che siamo beati quando ci insultano e, mentendo,dicono ogni sorta di male contro di noi per causa sua , Gesù, infatti, sa è difficile per noi resistere alle umiliazioni, agli insulti, alle menzogne con cui siamo accusati ingiustamente perciò ci dice che se noi resistiamo a tali persecuzioni siamo particolarmente santi e uniti a Dio e più grande è la nostra gloria in Cielo.
 
La superbia
 
Infine il diavolo fa leva sulla superbia . Riflettiamo bene: cosa è la superbia? È il contrario della umiltà per la quale noi ci sottomettiamo a Dio e ci rendiamo conto che tutto il bene che abbiamo viene da Dio. A causa del peccato originale e degli altri peccati personali, la conoscenza della nostra realtà di creature in tutto dipendenti da Dio si è ridotta e con essa si è ridotta la nostra capacità di sottomissione totale a Dio. Il demonio sa bene questo e lavora per farci avere una idea distorta di noi stessi , del mondo e di Dio, sfruttando per questo anche la nostra attrazione al piacere fisico, come detto, e all’onore; cioè il diavolo direttamente o indirettamente tende a farci sentire importanti, degni di godere del piacere, degni di onore e dunque indegni della povertà o delle accuse di altri, indegni della sofferenza, indegni ….di seguire Cristo sulla strada della Croce : così egli ha buon gioco per farci preferire il peccato alla sottrazione del piacere fisico o alla sottrazione dell’onore o all’umiliazione. La superbia, in realtà, anche se qui appare come una specie di ultimo gradino dell’azione del diavolo possiamo dire che, in certo senso è il primo, il peccato infatti ha la radice nella superbia, cioè nella nostra mancanza di sottomissione a Dio. Preferire il peccato alla povertà reale è atto di superbia, preferire il peccato al disonore è ugualmente atto di superbia perché in entrambe i casi si preferisce la propria volontà alla volontà di Dio, si preferisce ergersi dinanzi a Dio invece che sottomettersi a Lui. Dunque la superbia è alla radice del peccato ma è, intesa in certo senso, anche al culmine dell’atto peccaminoso, allorché l’uomo non pecca più per debolezza, come può accadere nel caso del piacere fisico o dell’onore, ma pecca per una perversa malizia che lo fa ritenere una specie di dio davanti a sé stesso. S. Ignazio sembra, nel testo, favorire questa ultima interpretazione, per il fatto che parla di immensa superbia, per dire che la superbia già c’è allorché si pecca, ma diventa immensa quando ci si pone come specie di dio per sé stessi, diventando incapaci di sottomettersi praticamente in tutto all’unico Dio e Signore.
 
Tutti i peccati possono essere inquadrati alla luce di queste tre leve: mentre tutta la vita spirituale può essere intesa per opposizione a queste tre leve.
Dice infatti s. Ignazio che l’azione di Cristo e dei suoi collaboratori si svolge esattamente nel in senso contrario a quella del diavolo; si svolge infatti nel senso di spingere gli uomini verso la povertà anzitutto spirituale e poi possibilmente materiale , verso il desiderio di ricevere umiliazioni e disprezzi (per Cristo) e quindi verso l’umiltà; cioè qui il s. fondatore della Compagnia di Gesù usa una terminologia particolare per delineare la vita cristiana nel suo sviluppo che culmina nella umiltà perfetta, cioè diremmo nella carità perfetta per la quale la persona, come disse Dio a s. Caterina da Siena, giunge ad amare così tanto Gesù da desiderare di essere unito a Lui in modo speciale nella sua Passione e Croce, da desiderare di soffrire con Cristo, fino a soffrire delle mancanze di sofferenza per Cristo (vedi anche Santa Gemma Galgani).

La “Meditazione delle due bandiere” che ci ha guidato, in certo modo finora , è estremamente interessante per approfondire l’azione del demonio anche per un’altra indicazione che essa ci offre : per il fatto che mette in evidenza la realtà del mondo come un capo di battaglia su cui si fronteggiano due eserciti, quello di Cristo e quello del demonio.
È bene precisare, come già messo in evidenza più sopra, che Dio è l’unico Signore e dunque Cristo Dio è l’unico Signore del mondo, satana e i diavoli sono creature di Dio, limitate.

In questa linea comprendiamo perfettamente quello che dice s. Ignazio in un altro testo degli “Esercizi spirituali

[314] Prima regola. A coloro che passano da un peccato mortale all'altro, il demonio comunemente è solito proporre piaceri apparenti, facendo loro immaginare diletti e piaceri sensuali, per meglio mantenerli e farli crescere nei loro vizi e peccati. Con questi, lo spirito buono usa il metodo opposto, stimolando al rimorso la loro coscienza con la synderesi della ragione.


Qui, come si vede, il diavolo fa leva sul piacere fisico per poter bloccare la sua preda nel peccato mortale e impedirle di uscire da tale stato.

sabato 8 giugno 2013

1° tappa: "Chi è satana?"

Satana
della Comunità Cattolica "Cristo Maestro"
 

 
La realtà del Male
Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale, la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è più una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni”.
(Paolo VI, Disc. 15-11-1975)
Parlare troppo del maligno è certamente un male; non parlarne mai è sicuramente un male maggiore. Ignorarlo ci espone infatti al rischio di esserne divorati, secondo il detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8). Sappiamo però che Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8). Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai cristiani di stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “...si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre sono molto numerosi e disposti in ordini gerarchici (cfr. Ef 6,12 e Col 2,15).
Nel Vangelo i demoni riconoscono Gesù e gridano di disperazione quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23). Talvolta Gesù ha dei brevi colloqui col demonio, che parla per bocca degli ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In certi casi c’è un solo spirito immondo che possiede la persona, in altri sono molti. L’autorità di Gesù dispone in maniera assoluta del loro destino.
L’origine e la personalità di satana
La Chiesa non ha mai voluto approfondire eccessivamente questo argomento, e perciò in questa sede possiamo solo riproporre i pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura lo conosce con diversi nomi di derivazione sia ebraica che greca; i più diffusi sono: Satana, dall’ebraico satan, che vuol dire “avversario”, e diavolo, dal greco diaballo (diaballw), che significa “mettere per traverso”. A questi nomi si aggiungono poi numerose definizioni come “padre della menzogna”, “omicida”, “principe di questo mondo”, “la Bestia”…
La Scrittura indica l’origine di Satana in una “caduta dalla sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez 14,12-15: “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”. Anche Gesù allude a questa caduta, quando dice ai suoi discepoli di ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Infine Ap 12,7-9 riprende questo tema, mostrando l’apostasia degli spiriti angelici e lo scisma conseguente. Anche qui il fenomeno è descritto nei termini di una caduta.
Un altro problema è quale sia stata la causa della separazione degli angeli. Qui siamo nel campo delle ipotesi. Risale ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo, Tertulliano e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio in condizione di scegliere liberamente tra due possibilità, quella di servirLo e quella di andarsene per conto proprio. In ogni caso Dio non intendeva essere amato per forza e ha atteso anche dagli angeli una opzione per Lui o contro di Lui. Una parte di loro hanno scelto di andarsene, creando una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della Chiesa citati tra parentesi pensano che una parte gli angeli avesse ritenuto una cosa assurda che un essere tratto dalla terra, come l’uomo, fosse stato creato a immagine di Dio. Da qui il loro allontanamento.
Un’altra ipotesi che tenta di spiegare la caduta degli angeli è quella secondo cui essi reagirono diversamente alla rivelazione del progetto dell’Incarnazione del Figlio e che questo sia stato proprio il termine di confronto che avrebbe spinto Satana e i suoi angeli ad andarsene: in sostanza, avrebbero rifiutato l’idea di dovere adorare Dio in una creatura inferiore, quale è l’uomo.


L’insegnamento ufficiale della Chiesa non ha mai confermato nessuna delle due ipotesi, limitandosi a dire che l’apostasia degli angeli fu causata da un peccato di superbia compiuto da una parte di loro che perciò venne espulsa dalla presenza di Dio.

Da Lucifero a satana

"Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
E ne fanno esperienza coloro che gli appartengono"
(Libro della Sapienza capitolo 2 versetti 23-24)

"Negli inferi è precipitato il tuo fasto, la musica delle tue arpe; sotto di te v'è uno strato di marciume, tua coltre sono i vermi. Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!" (Libro di Isaia, capitolo 14, versetti 11-15).
"Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, ònici e diaspri, zaffiri, carbonchi e smeraldi; e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io di posi sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato finchè fu trovata in te l'iniquità…il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo splendore, ti ho gettato a terra e ti ho posto davanti ai re che ti vedano…" (Libro di Ezechiele, capitolo 28, versetti 1-17).
Dio ha diviso le responsabilità tra le diverse alte gerarchie angeliche. Uno di questi angeli si chiamava Lucifero. Egli potrebbe essere stato un arcangelo, sebbene sia Michele l'unico nella Sacra Scrittura ad avere questo appellativo (Cfr Lettera di Giuda, capitolo 1, versetto 9).
Lucifero, essendosi ribellato, cadde dal Paradiso, trascinandosi dietro un terzo degli angeli. Ogni creatura dell'universo, moralmente libera, deve ad un certo momento, prendere una decisione finale: allearsi con Dio o agire da se stesso, (Lucifero scelse questa seconda opzione) (cfr libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9) o addirittura allearsi con satana.
Alcuni degli angeli decaduti vennero gettati nell'inferno e incatenati fino al giorno del giudizio, mentre altri furono lasciati liberi di opporsi a Dio e al Suo Regno. (cfr Seconda lettera di Pietro, capitolo 2, versetto 4).
Lucifero divenne l'avversario, che è il significato del nome "satana". Costui è il nemico sia di Dio che dell'uomo. E' pieno di odio e desiderio di vendetta contro i figli redenti di Adamo, i quali regneranno con Cristo nella gloria.
Satana ed i suoi angeli decaduti, quindi divenuti demoni, sconfitti dalla Croce di Gesù Cristo, sul Calvario, e saranno, alla fine, condannati (cfr Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 15 e vangelo di Matteo, capitolo 25, versetto 41). I demoni sono le forze operanti dietro le false religioni, l'idolatria, la magia, la stregoneria, l'occultismo, basta confrontare il libro del Deuteronomio, capitolo 32, versetto 17, il Salmo 96, versetto 5; la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 10, versetti 19-20; il libro dell'Apocalisse, capitolo 9, versetti 20-21).
Satana e i demoni sono in uno stato di guerra continua contro la Chiesa e tutti i credenti sono esortati a combattere, a tutti i livelli, le forze spirituali nel regno dell'invisibile ( cfr. Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 6, versetti 10-15).
Dio permette ai demoni di tentare e ingannare in modo limitato; essi tuttavia non possono prevaricare la volontà umana (cfr. la Prima lettera ai Corinzi, capitolo 10, versetto 13 e libro di Giobbe, capitolo 1, versetto 19). Satana ha due caratteristiche principali che sono anche le sue armi contro l'umanità e la Chiesa: egli è un accusatore ed un ingannatore (cfr. libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-10).

Satana (dal greco satànas), o diavolo (dal greco diàbolos) sono infatti termini che significano "calunniatore", "accusatore" e derivano dall'Antico Testamento. Un altro appellativo è demonio (dal greco daimònion). Nei rotoli di Qumran egli è "Beliar" o "Belian" che, tradotto dall'ebraico significa "privo di qualsiasi valore". Gli ebrei lo chiamano anche Belzebùl, che viene pronunciato nella forma italiana Belzebù, che è la storpiatura di una "divinità" cananea. Satana, l'angelo decaduto è, sia nel Vecchio che nell'Antico Testamento, sempre in contrasto a Dio e ai suoi progetti. Gesù Cristo lo chiama "principe di questo mondo" (Giovanni 12, 13). Egli dispone delle ricchezze del mondo che dona ai suoi adoratori: "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai" (Vangelo di Matteo, capitolo 4, versetto 9)-. La Sacra Scrittura afferma che gli angeli del Signore erano migliaia di migliaia e miriadi di miriadi. Secondo il Talmud i demoni sono 7.405.926. Denis de Rougemont ha dichiarato: "Il mondo è pieno di demoni, essi imperversano a milioni".
"Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché sono degni di appartenerle" (Sapienza, 1,16).
"Avete irritato il vostro Creatore, sacrificando ai demoni e non a Dio". (Baruc 4,7)
"Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia". (Ap 13,3)

Il Papa Paolo VI, il 15 novembre del 1972 dichiarò: "Il male non è solo una mancanza ma una "efficienza", un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e spaventosa. Chi rifiuta di riconoscere la sua esistenza, si pone fuori dall'insegnamento biblico e dalla Chiesa: come chi crede che il male sia un "principio" autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine in Dio; o chi infine, la voglia spiegare come una forma di personificazione concettuale e fantastica delle cause sconosciute delle nostre sventure". Il Pontefice parlò di molti diavoli sottoposti a un capo: "Che si tratti non di un solo demonio, ma di molti, diversi passi evangelici ce lo indicano (Luca 11,21; Marco 5, 9); ma uno è principale: satana, che vuol dire avversario, nemico; e con lui molti…conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la nostra storia. Il demonio è all'origine della prima disgrazia dell'umanità…da quella caduta di Adamo il demonio acquistò un certo impero sull'uomo".
Il diavolo ha affermato il suo potere nelle regioni dell'aria, "quello spirito che ora opera negli uomini ribelli" (Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 2, versetto 2).
Rudolf Stainer a Zurigo, il 13 novembre 1917, durante la conferenza "Dietro le quinte degli eventi esteriori" affermò: "Dall'anno 1841 in poi, una battaglia fu combattuta nelle regioni del mondo spirituale…nell'autunno del 1879, questa battaglia terminò con la cacciata di certi spiriti delle tenebre dal mondo spirituale sulla Terra. Da allora essi sono andati operando tra gli uomini insinuandosi nei loro impulsi di volontà, nelle loro motivazioni, nelle loro idee: insomma in tutti gli affari umani".
A parte le date citate da Stainer, la Parola di Dio (ispirata e scritta secoli prima), dice chiaramente che: "Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva con i suoi angeli, ma non prevalsero e nn ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli".
(Libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9).

"…poiché i demoni sono presenti in ogni parte del mondo, ed essi, separati da Dio, entrano in noi seminandovi i germi della loro energia e intelligenza, allora la mente, (che non è sottomessa a Cristo e allo Spirito Santo di Dio N.D.A.), concepisce gli adulteri, gli stupri, gli omicidi, i patricidi, i sacrilegi, le oppressioni, le rovine e tutte le altre opere demoniache " (Corpus Hermeticum).
La Parola di Dio dice che il demonio è un essere concreto che "va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando chi divorare" (cfr 1 Pietro 5, 8). Il Concilio Vaticano II in proposito è molto chiaro: "Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre: lotta cominciata fin dall'origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno" (Gaudium et Spes, 37).
La Parola di Dio nella Bibbia descrive le caratteristiche dell'oppressione diabolica (cfr. Vangelo di Matteo, capitolo 8, versetti 28-33; Vangelo di Marco, capitolo 5, versetti 1-6; vangelo di Luca, capitolo 8, versetti 26-39; Vangelo di Matteo, capitolo 9, versetto 32). Satana ha assegnato a certi demoni a determinati territori, nazioni, città, "culture" e "sottoculture". Questi demoni cercano di pervertire le persone nel loro territorio e di renderle nemiche di Dio (cfr. il libro di Ezechiele, capitolo 28, versetto 12).
La lettera di San paolo ai Romani, al capitolo 1, versetti 28-32 (ma anche i precedenti) descrivono bene, con grande attualità e realismo, la situazione in cui versa oggi il mondo:
"…E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia…"
Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (vangelo di Marco, capitolo 16, versetto 17 e libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetto 11).
"Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati…perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo " (Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 14). Una vittoria che sarà piena, per i cristiani alla fine dei tempi, ma ora si tratta di "tenere" le posizioni. In quella particolare condizione che in termini spirituali si chiama "già, ma non ancora".
Il principe di questo mondo è stato giudicato. Gettato fuori, non ha potere sul Cristo che è il vero Re dell'universo a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato, perché ogni realtà visibile e invisibile nei cieli e sulla terra è stata creata in vista di Lui e per Lui. La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai suoi fedeli la necessità di combattere satana, i cristiani infatti, "sono nel mondo, ma non appartengono al mondo" (Giovanni 17, 11-14-16, ma a Gesù Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana. I veri cristiani non devono preoccuparsi di quanto sta succedendo nel mondo. Perché anche se fosse la fine di questo mondo, i cristiani dovrebbero gioire, perché la loro liberazione è vicina. Ma quando un cattolico va alla Messa che cosa proclama insieme al sacerdote nel momento cruciale dell'Eucarestia? "Annunciamo la Tua morte o Signore e proclamiamo la Tua Resurrezione in attesa della Tua venuta". E allora? Cosa deve temere il cristiano? Deve solo temere di non essere tanto cristiano. Perché così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio, Gesù Cristo : "Conosco le tute opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Mai poiché sei tiepido… sto per vomitarti dalla bocca".

"Il principe di questo mondo è stato giudicato".
( Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 11)

"Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi"
(Lettera di San Paolo ai Romani, capitolo 16, versetto 20)

"E il diavolo che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche
la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli
".
(Apocalisse 20, 10)

"Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri
e chiunque ama e pratica la menzogna!
"
(Apocalisse 22,15)



Il Diavolo
tratto da "Come riconoscere le trappole del Demonio" di Mons. Bolobanic
Se Dio è un essere perfetto, la pienezza di perfezione, ci si pone la domanda: Come è possibile che vicino a un Dio eccellente esista un essere completamente negativo - Diavolo? È stato Dio a crearlo? Quello sarebbe in netta opposizione con la sua perfezione. Da dove arriva, dunque, il Diavolo?
Troviamo la risposta nell'ultimo libro del Nuovo Testamento, l'Apocalisse di San Giovanni Apostolo: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. II grande drago, il serpente antico, colui che chiamano il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12, 7-12).
Questa relazione biblica ci fa sapere qualcosa sul conflitto tra gli angeli. Ovviamente Dio ha creato gli angeli buoni. Il dono della libertà che avevano dava loro la possibilità di scegliere. Erano messi alla prova dell'ubbidienza e dell'amore; dovevano riconoscere il Dio come il loro Signore Supremo e liberamente mettersi al suo servizio. Invece, in una parte degli angeli nacque superbia, il desiderio di essere dio. Superbia è il peccato dello spirito. In seguito, Lucifero, l'angelo di luce, il più grande tra le creature di Dio, e una parte che lo seguiva, si ribellarono e diventarono gli spiriti maligni, i demoni. Nel momento in cui Lucifero, Satana, si è ribellato coscientemente, con tutto il suo essere e con la propria volontà, è diventato irreversibilmente l'essere più lontano da Dio. Il peccato di ribellione è rimasto inculcato nella sua natura e vi rimarrà eternamente. La Bibbia lo chiama con diversi nomi: Satana, Lucifero, Belzebù, il Serpente antico, il Padre della menzogna, l'Accusatore dei fratelli...
Quindi, Dio non ha creato il Diavolo e gli spiriti cattivi, ma sono stati loro, rivoltandosi contro Dio consapevolmente e liberamente a diventare cattivi. Il potere
e le capacità che ha ricevuto da Dio prima di ribellarsi, il Demonio li ha ancora. Dio non può negare se stesso. Ma adesso Satana quelle abilità, specialmente la cognizione, le usa per odiare Dio e tutti coloro che volonta­riamente desiderano servirlo.

Gesù e Satana
Gesù Cristo è il centro della creazione e della redenzione. Secondo il piano di Dio, tutto è creato "per mezzo di lui" (cfr. Col 1, 16). Nella Bibbia si parla di due regni: del regno di Dio e del regno di Satana. Si parla, da una parte dell'onnipotenza di Dio Creatore, Signore dell'universo, e dall'altra della potenza delle tenebre; dei figli di Dio di fronte ai figli del Demonio. È assolutamente impossibile concepire l'opera di Cristo Redentore se non tenendo presente l'azione devastante di Satana.
Egli è apparso in questo mondo "per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3, 8), liberare l'uomo dalla schiavitù diabolica e, dopo aver distrutto il regno di Satana, stabilire il Regno di Dio.
Il Diavolo è "omicida fin dal principio" (cfr. Gv 8, 44); nemico, tentatore, accusatore, per mezzo di lui nel mondo entrarono male, dolore, peccato e morte. Gesù lo nomina "il principe del mondo" (Gv 14, 30); Paolo lo descrive come "il dio di questo mondo" (2 Cor 4, 4); Giovanni afferma che "tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" (1 Gv 5, 19).
Tutti quelli che negano l'esistenza del Diavolo, compresi i più grandi teologi, considerandolo soltanto come un'idea astratta del male che serve solamente per impaurire l'uomo, chiaramente si sbagliano. Parlando dei demoni, la Scrittura ci parla degli esseri che hanno mente, volontà, libertà e intraprendenza. Lo confermano la consegna degli avi, quanto il ministero della Chiesa. Quindi, chi nega il Diavolo, nega il peccato e non è capace di comprendere l'opera della redenzione di Cristo.
Il Demonio è molto possente proprio perché oltre il potere usa la seduzione e la menzogna nascondendosi subdolamente. Non gli piace essere smascherato, scoperto. L'ha notato benissimo Ch. Boudelaire scrivendo: "La più grande astuzia del Diavolo è di farci credere che non esiste". Chiaramente! Poiché se è riuscito a farci credere che non c'è, allora vivremo senza pensare a lui, e di conseguenza potrà tranquillamente "tirarci per il naso" e "trasportarci assetati sopra l'acqua" senza che noi ce ne accorgiamo. Sembra che al giorno d'oggi riesca molto bene.
Il Vangelo dà molta importanza al conflitto tra Cristo e Satana. Certamente, ogni conflitto è segnato dalla sconfitta del Diavolo.
Per comprendere l'influenza di Cristo sul Demonio è importante distinguere alcune espressioni che ci porta la Sacra Scrittura. San Giovanni nella sua lettera dice: "Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3, 8). Pietro, riassumendo l'opera di Cristo al convertito Cornelio, spiega: "... passò benefi­cando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo" (At 1o, 38). Infine, Paolo, sulla lotta che il cristiano combatte per rimanere fedele a Cristo, dirà: "Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti" (Ef 6, 11-12).

Le tentazioni nel deserto
Al principio della sua attività pubblica, dopo il battesimo sul Giordano, Gesù fu tentato dal Diavolo. Ritirandosi nella solitudine di un deserto, per quaranta giorni a digiuno, pregando nell'unità col Padre, si preparava ad affrontare il Maligno.
Tentandolo, gli disse: "Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane" (Mt 4, 3). Ma egli rispose: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio!" (Mt 4, 4). Indubbiamente, il Tentatore cercava il momento giusto: Gesù era fisicamente esausto.
Stanco e affamato, logicamente l'uomo ha bisogno di mangiare. Ma in questo caso dobbiamo riconoscere la trappola del Demonio. Tante volte rispondiamo frivolamente al richiamo delle nostre emozioni, cercando di saziare le necessità momentanee... e in questo modo pecchiamo rifugiati dietro la maschera della concessione. "Ma tutti fanno così" è la nostra solita risposta di difesa. E Satana è molto abile. Si nasconde non volendosi scoprire come angelo caduto durante la rivolta. Al contrario, piuttosto veste i panni dell'angelo di luce presentandosi misericordioso, compassionevole, comprensivo. A Gesù affamato offre il cibo. Cosa è più normale di questo? Invece Cristo è Dio e distingue il pericolo. Per soddisfare le necessità corporee, l'uomo rischia di trascurare lo spirito. Quanti sono al giorno d'oggi che pensano soltanto a rimpinzarsi lo stomaco e a sfamare le proprie bramosie, lasciandosi l'anima vuota e senza Dio? Gesù poteva fare un miracolo; sappiamo che prossimamente sfamerà due volte migliaia di persone moltiplicando il pane nel deserto. Riconoscendo la trappola, risponde al Demonio: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4, 4).
Procede con la seconda tentazione. Dobbiamo sapere che Satana non si sente mai sconfitto. Dopo il primo tentativo senza successo, lo condusse sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede" (Mt 4, 6). Qui si nasconde il doppio inganno, il peccato di vanità. Propone a Cristo di fare sensazione davanti agli occhi del mondo, un salto mortale. Tutti gli applaudirebbero, lo ammirerebbero e lo adore­rebbero. La gente ama gli spettacoli. Ha bisogno degli idoli, di identificarsi con i cantanti, gli attori, i giocato­ri... Come nell'antica Roma, l'uomo d'oggi "desidera pane e giochi". La risposta di Gesù, come la prima volta, è decisa, tagliente e senza compromessi: "Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo!" (Mt 4, 7). Accontentarlo significherebbe sostituire i ruoli, cioè permettere al Tentatore di interpretare il Creatore. Satana si infuria per non aver avuto successo neanche stavolta. Non è riuscito a persuadere Cristo a fare un miracolo.
Segue il terzo tentativo. Il più orribile dei tre. Satana guida Gesù davanti a qualcosa che rovina l'uomo per l'eternità: "Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai” (Mt 4, 8-9). Quale demenza! Il Demonio che si immagina tutto suo e invece non ha proprio niente. Promette all'uomo successo, gloria, fama, potere, ricchezza, fortuna, progresso, piacere. Infine, gli prende tutto di nuovo, facendolo precipitare. Accecare l'individuo non permettendogli di vedere la via di scampo dopo il fallimento, convincendolo a rassegnarsi a tal punto di non capire il senso di vita, per condurlo infine a togliersela da solo è un'ordinaria strategia diabolica. Non siamo dunque, testimoni di tantissimi suicidi, sempre più presenti nella nostra realtà, specialmente tra i giovani?
Anche la terza volta Gesù evita l'imbroglio: "Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto!" (Mt 4, 10). Quanta forza e decisione in queste parole! Rivelano la grandiosa istruzione di vita per tutti coloro che si prosternano davanti agli idoli, i falsi dèi: l'idolo di soldo, l'idolo di scienza, di cupidigia, di potere e di carriera, l'idolo di pubblicità e prestigio, l'idolo di droga e alcol...
Tutte queste tentazioni nascondono l'insidia di accettare il desiderio del corpo, del mondo e di Satana (cibo, successo, potere...) che vuole dominare lo spirito. Mira a separarci da Dio e distruggerci l'anima. L'antico Adamo ha scelto la promessa del Diavolo; il Nuovo Adamo, Cristo, ha preferito essere obbediente al Padre, pur sapendo di dover morire crocifisso.
Chi potrebbe contare tutte le anime che Satana pos­siede attraverso simili insidie!? Tutti quelli che gli hanno creduto, ingannati con false promesse, "ciechi" e "incatenati" fanno parte della sua schiavitù. San Giovanni per tre volte lo chiamerà: Il principe di questo mondo. Cristo è qui per sterminare le potestà diaboliche che dominano tutti quelli sottomessi a subdoli inganni. È venuto per abbattere il potere; slegare "le catene" del Diavolo, liberare e dare la vita alle amate creature. Perciò disse ai suoi discepoli: Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori... perché non ha nessun potere su di me! (cfr. Gv 12, 31).

Cristo e il demonio nei Vangeli
Nei propri scritti, gli Evangelisti cercano di accentuare la divinità di Cristo. In questo senso particolarmente riportano le sue opere d'eccezione, i miracoli, tra i quali descrivono con particolare attenzione il potere che egli esercitava sugli spiriti maligni. Come abbiamo già detto, la sua missione era indirizzata a distruggere il Demonio e liberare l'umanità. Marco nel primo capitolo del suo Vangelo tre volte sottolinea questo potere di Cristo: "Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio'. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell'uomo'. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: `Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!' (Mc 1, 23-27). È importante notare come il popolo collega l'attività di Gesù con l'autorità e il potere che egli aveva sui demoni: "Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano" (Mc 1, 32-34). Possiamo evidenziare che Gesù non vuole la testimonianza degli spiriti maligni, menzogneri e ingannevoli. Gli basta quella del Padre e richiede anche la nostra. Marco ci informa: "E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni" (Mc 1, 39).
Matteo invece ci descrive come Gesù liberava tante persone: "La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva" (Mt 4, 24). "Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati" (Mt 8, 16). Luca riporta similmente: "Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!' Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo" (Lc 4, 40-41). "... erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro ma­lattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc 6,18-19). "... e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni... " (Lc 8, 2).

Dedichiamo per un istante la nostra attenzione a due avvenimenti caratteristici e particolarmente interessanti.
Riflettiamo sul caso dell'indemoniato di Gerasa. Si tratta di uno dei peggiori esempi di possessione diabolica dove l'individuo dimostra di avere forza erculea. Riusciva a spezzare le catene. Nessun altro caso rivela espressioni del genere. L'influsso del Demonio si può manifestare anche come malattia fisica. Abbiamo i casi del sordomuto e della donna ricurva. Oggi possiamo trovare diverse esteriorizzazioni della possessione demoniaca.
Quando Gesù gli domandò: Come ti chiami? "Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti" (Mc 5, 9). Anche al giorno d'oggi durante un rito di esorcismo può succedere come avvenne quando Cristo permise al Diavolo di entrare nei maiali. Gesù non ordina mai a nessuno di tacere di essere stato liberato dallo spirito maligno; lo fa di solito soltanto dopo aver guarito da qualche malattia.
Il secondo caso ci racconta la guarigione del fanciullo che i dieci apostoli non riuscivano a liberare da soli, mentre Gesù si trovava con Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. Anche questo era un grave esempio di possessione. Il Demonio tormentava il ragazzo gettandolo a terra ed egli irrigidendosi, schiumava dalla bocca e strideva i denti, come se fosse stato epilettico. Satana desiderava distruggerlo perciò lo buttava sia in acqua sia nel fuoco. Le descrizioni riportano Luca (9, 38-43) e Marco (9, 14-27).
Segue una domanda molto concreta e significativa di Gesù: "Da quanto tempo gli accade questo?" (Mc 9, 21). La risposta: "Dall'infanzia..." voleva accentuare che la vittima non era colpevole da parte sua per l'accaduto.
Cristo richiede la fede del padre per poter liberare il giovane: "Tutto è possibile per chi crede!" (Mc 9, 23) e ai discepoli stupiti e delusi per l'insuccesso dice: "Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera" (Mc 9, 29). Segnala che alcune liberazioni dagli spiriti immondi, particolarmente complessi, pretendono dall'interessato preghiera e digiuno.
Riportiamo alcune caratteristiche che sarebbe utile evidenziare negli incontri tra Gesù e il Demonio:
il Diavolo può entrare nella persona: "E allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui" (Gv 13, 27) il caso di Giuda Iscariota;
dopo la liberazione, lo spirito maligno può ritornare accompagnato da altri e peggiori demoni (Mt 12, 43-45);
è capace di agire in maniera da sedurre la gente come è accaduto del mago Simone (At 8, 9);
in alcune circostanze dimostra di avere potere straordinario: "... ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre" (Lc 22, 53);
Satana manifesta quel potere specialmente negli ultimi tempi e lo possiamo vedere dai discorsi di Gesù e nell'Apocalisse.
Il demonio si scatena se lo scopriamo e cerchiamo di colpirlo. Gli ebrei, i loro letterati e i farisei, temendo che il popolo cominciasse ad ammirare Gesù dicevano: "Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni!" (Mt 9, 34). "Ora sappiamo che hai un demonio" (Gv 8, 52). "Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni" (Mc 3, 22). Cristo darà tre risposte alle presenti accuse. Con la prima vorrà dimostrare che l'imputazione era insensata e contraddittoria: "Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi... se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire" (Mc 3, 23-26). La seconda risposta è ancora più potente. Gesù cerca di spiegare a quelli che lo ascoltano quello che sta succedendo: "Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio" (Mt 12, 28); "... ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori" (Gv 12, 31); "... il principe di questo mondo è stato giudicato" (Gv 16, 11).
La terza invece parla del potere assoluto di Dio e della sconfitta totale del Demonio: "Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino" (Lc 11, 21-22). "... il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me" (Gv 14, 30).

L'azione del demonio nel nostro tempo
Abbiamo menzionato che Satana e gli angeli ribelli, anche se divisi da Dio, hanno mantenuto il proprio dominio e la rispettiva posizione (Troni, Dominazioni, Principati, Potestà...) e che usano quelle virtù e potenze per le opere del male. Tra il primo arrivo di Cristo ed il giorno dell'ultimo giudizio Satana cerca continuamente di catturare più anime possibile. Il suo ultimo scopo è di rovinare e di sterminare l'uomo. Sant'Agostino sosteneva che, se Dio autorizzasse il Demonio "nessuno di noi sopravvivrebbe". Consapevole del proprio fallimento, sapendo "che gli resta poco tempo" (Ap 12, 12), ovviamente ha fretta e disperatamente cerca di accalappiare un buon numero di persone. La lotta contro "le potenze delle tenebre... " è "destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno" (GS 37). Ogni individuo, senza eccezioni, fa parte di quel conflitto. La nostra vita sulla terra è una permanente prova nella quale si misura quanto siamo fedeli a Dio e quanto schiavi del Diavolo. Al termine di questo cammino, ci aspetta tutti il giudizio di Cristo, in funzione di quanto ognuno di noi abbia fatto bene o male durante il proprio soggiorno terreno.
Evidentemente il potere di Satana in alcune epoche della storia umana risulta più forte, soprattutto al livello della comunità e poi, nella realtà del singolo. Tra gli storici si reputa che la rovina dell'Impero Romano avvenne come conseguenza della deformazione etica e morale che aveva contagiato l'intera società di quei tempi. Lo afferma chiaramente Paolo nella sua lettera ai Romani.
Intanto, osservando, ci risulta che anche il mondo d'oggi, in modo particolare quello Occidentale, presenti la stessa tendenza. Un enorme contributo è dovuto ai mezzi di comunicazione, spesso al servizio del male nella diffusione del materialismo, edonismo, consumismo... Satana accentua il culto del sesso, facendo diventare il corpo umano un mezzo del peccato. Questa è l'azione diabolica che spesso chiamiamo tentazione, diffusa in tanti modi... Infine possiamo constatare che la propaganda del mondo satanico è talmente aperta e prepotente che riesce direttamente e indirettamente ad influenzare l'uomo, a distruggergli la vita e a portargli l'anima all'inferno.