IL DEMONIO NON PUÒ NULLA SULLA VOLONTÀ, POCHISSIMO
SULL'INTELLIGENZA, E TUTTO SULLA FANTASIA.

- Joris Karl Huysmans -


E’ CON SATANA CHE LA TRISTEZZA E L’INQUIETUDINE DISPERATA ENTRANO NEL MONDO
- Georges Bernanos -

PREGHIERA DI PAPA LEONE XIII A SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo; sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E Tu, Principe delle milizie celesti con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen

sabato 8 giugno 2013

1° tappa: "Chi è satana?"

Satana
della Comunità Cattolica "Cristo Maestro"
 

 
La realtà del Male
Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale, la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è più una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni”.
(Paolo VI, Disc. 15-11-1975)
Parlare troppo del maligno è certamente un male; non parlarne mai è sicuramente un male maggiore. Ignorarlo ci espone infatti al rischio di esserne divorati, secondo il detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8). Sappiamo però che Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8). Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai cristiani di stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “...si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre sono molto numerosi e disposti in ordini gerarchici (cfr. Ef 6,12 e Col 2,15).
Nel Vangelo i demoni riconoscono Gesù e gridano di disperazione quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23). Talvolta Gesù ha dei brevi colloqui col demonio, che parla per bocca degli ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In certi casi c’è un solo spirito immondo che possiede la persona, in altri sono molti. L’autorità di Gesù dispone in maniera assoluta del loro destino.
L’origine e la personalità di satana
La Chiesa non ha mai voluto approfondire eccessivamente questo argomento, e perciò in questa sede possiamo solo riproporre i pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura lo conosce con diversi nomi di derivazione sia ebraica che greca; i più diffusi sono: Satana, dall’ebraico satan, che vuol dire “avversario”, e diavolo, dal greco diaballo (diaballw), che significa “mettere per traverso”. A questi nomi si aggiungono poi numerose definizioni come “padre della menzogna”, “omicida”, “principe di questo mondo”, “la Bestia”…
La Scrittura indica l’origine di Satana in una “caduta dalla sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez 14,12-15: “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”. Anche Gesù allude a questa caduta, quando dice ai suoi discepoli di ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Infine Ap 12,7-9 riprende questo tema, mostrando l’apostasia degli spiriti angelici e lo scisma conseguente. Anche qui il fenomeno è descritto nei termini di una caduta.
Un altro problema è quale sia stata la causa della separazione degli angeli. Qui siamo nel campo delle ipotesi. Risale ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo, Tertulliano e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio in condizione di scegliere liberamente tra due possibilità, quella di servirLo e quella di andarsene per conto proprio. In ogni caso Dio non intendeva essere amato per forza e ha atteso anche dagli angeli una opzione per Lui o contro di Lui. Una parte di loro hanno scelto di andarsene, creando una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della Chiesa citati tra parentesi pensano che una parte gli angeli avesse ritenuto una cosa assurda che un essere tratto dalla terra, come l’uomo, fosse stato creato a immagine di Dio. Da qui il loro allontanamento.
Un’altra ipotesi che tenta di spiegare la caduta degli angeli è quella secondo cui essi reagirono diversamente alla rivelazione del progetto dell’Incarnazione del Figlio e che questo sia stato proprio il termine di confronto che avrebbe spinto Satana e i suoi angeli ad andarsene: in sostanza, avrebbero rifiutato l’idea di dovere adorare Dio in una creatura inferiore, quale è l’uomo.


L’insegnamento ufficiale della Chiesa non ha mai confermato nessuna delle due ipotesi, limitandosi a dire che l’apostasia degli angeli fu causata da un peccato di superbia compiuto da una parte di loro che perciò venne espulsa dalla presenza di Dio.

Da Lucifero a satana

"Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
E ne fanno esperienza coloro che gli appartengono"
(Libro della Sapienza capitolo 2 versetti 23-24)

"Negli inferi è precipitato il tuo fasto, la musica delle tue arpe; sotto di te v'è uno strato di marciume, tua coltre sono i vermi. Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!" (Libro di Isaia, capitolo 14, versetti 11-15).
"Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, ònici e diaspri, zaffiri, carbonchi e smeraldi; e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io di posi sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato finchè fu trovata in te l'iniquità…il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo splendore, ti ho gettato a terra e ti ho posto davanti ai re che ti vedano…" (Libro di Ezechiele, capitolo 28, versetti 1-17).
Dio ha diviso le responsabilità tra le diverse alte gerarchie angeliche. Uno di questi angeli si chiamava Lucifero. Egli potrebbe essere stato un arcangelo, sebbene sia Michele l'unico nella Sacra Scrittura ad avere questo appellativo (Cfr Lettera di Giuda, capitolo 1, versetto 9).
Lucifero, essendosi ribellato, cadde dal Paradiso, trascinandosi dietro un terzo degli angeli. Ogni creatura dell'universo, moralmente libera, deve ad un certo momento, prendere una decisione finale: allearsi con Dio o agire da se stesso, (Lucifero scelse questa seconda opzione) (cfr libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9) o addirittura allearsi con satana.
Alcuni degli angeli decaduti vennero gettati nell'inferno e incatenati fino al giorno del giudizio, mentre altri furono lasciati liberi di opporsi a Dio e al Suo Regno. (cfr Seconda lettera di Pietro, capitolo 2, versetto 4).
Lucifero divenne l'avversario, che è il significato del nome "satana". Costui è il nemico sia di Dio che dell'uomo. E' pieno di odio e desiderio di vendetta contro i figli redenti di Adamo, i quali regneranno con Cristo nella gloria.
Satana ed i suoi angeli decaduti, quindi divenuti demoni, sconfitti dalla Croce di Gesù Cristo, sul Calvario, e saranno, alla fine, condannati (cfr Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 15 e vangelo di Matteo, capitolo 25, versetto 41). I demoni sono le forze operanti dietro le false religioni, l'idolatria, la magia, la stregoneria, l'occultismo, basta confrontare il libro del Deuteronomio, capitolo 32, versetto 17, il Salmo 96, versetto 5; la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 10, versetti 19-20; il libro dell'Apocalisse, capitolo 9, versetti 20-21).
Satana e i demoni sono in uno stato di guerra continua contro la Chiesa e tutti i credenti sono esortati a combattere, a tutti i livelli, le forze spirituali nel regno dell'invisibile ( cfr. Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 6, versetti 10-15).
Dio permette ai demoni di tentare e ingannare in modo limitato; essi tuttavia non possono prevaricare la volontà umana (cfr. la Prima lettera ai Corinzi, capitolo 10, versetto 13 e libro di Giobbe, capitolo 1, versetto 19). Satana ha due caratteristiche principali che sono anche le sue armi contro l'umanità e la Chiesa: egli è un accusatore ed un ingannatore (cfr. libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-10).

Satana (dal greco satànas), o diavolo (dal greco diàbolos) sono infatti termini che significano "calunniatore", "accusatore" e derivano dall'Antico Testamento. Un altro appellativo è demonio (dal greco daimònion). Nei rotoli di Qumran egli è "Beliar" o "Belian" che, tradotto dall'ebraico significa "privo di qualsiasi valore". Gli ebrei lo chiamano anche Belzebùl, che viene pronunciato nella forma italiana Belzebù, che è la storpiatura di una "divinità" cananea. Satana, l'angelo decaduto è, sia nel Vecchio che nell'Antico Testamento, sempre in contrasto a Dio e ai suoi progetti. Gesù Cristo lo chiama "principe di questo mondo" (Giovanni 12, 13). Egli dispone delle ricchezze del mondo che dona ai suoi adoratori: "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai" (Vangelo di Matteo, capitolo 4, versetto 9)-. La Sacra Scrittura afferma che gli angeli del Signore erano migliaia di migliaia e miriadi di miriadi. Secondo il Talmud i demoni sono 7.405.926. Denis de Rougemont ha dichiarato: "Il mondo è pieno di demoni, essi imperversano a milioni".
"Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché sono degni di appartenerle" (Sapienza, 1,16).
"Avete irritato il vostro Creatore, sacrificando ai demoni e non a Dio". (Baruc 4,7)
"Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia". (Ap 13,3)

Il Papa Paolo VI, il 15 novembre del 1972 dichiarò: "Il male non è solo una mancanza ma una "efficienza", un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e spaventosa. Chi rifiuta di riconoscere la sua esistenza, si pone fuori dall'insegnamento biblico e dalla Chiesa: come chi crede che il male sia un "principio" autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine in Dio; o chi infine, la voglia spiegare come una forma di personificazione concettuale e fantastica delle cause sconosciute delle nostre sventure". Il Pontefice parlò di molti diavoli sottoposti a un capo: "Che si tratti non di un solo demonio, ma di molti, diversi passi evangelici ce lo indicano (Luca 11,21; Marco 5, 9); ma uno è principale: satana, che vuol dire avversario, nemico; e con lui molti…conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la nostra storia. Il demonio è all'origine della prima disgrazia dell'umanità…da quella caduta di Adamo il demonio acquistò un certo impero sull'uomo".
Il diavolo ha affermato il suo potere nelle regioni dell'aria, "quello spirito che ora opera negli uomini ribelli" (Lettera di San Paolo agli Efesini, capitolo 2, versetto 2).
Rudolf Stainer a Zurigo, il 13 novembre 1917, durante la conferenza "Dietro le quinte degli eventi esteriori" affermò: "Dall'anno 1841 in poi, una battaglia fu combattuta nelle regioni del mondo spirituale…nell'autunno del 1879, questa battaglia terminò con la cacciata di certi spiriti delle tenebre dal mondo spirituale sulla Terra. Da allora essi sono andati operando tra gli uomini insinuandosi nei loro impulsi di volontà, nelle loro motivazioni, nelle loro idee: insomma in tutti gli affari umani".
A parte le date citate da Stainer, la Parola di Dio (ispirata e scritta secoli prima), dice chiaramente che: "Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva con i suoi angeli, ma non prevalsero e nn ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli".
(Libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetti 7-9).

"…poiché i demoni sono presenti in ogni parte del mondo, ed essi, separati da Dio, entrano in noi seminandovi i germi della loro energia e intelligenza, allora la mente, (che non è sottomessa a Cristo e allo Spirito Santo di Dio N.D.A.), concepisce gli adulteri, gli stupri, gli omicidi, i patricidi, i sacrilegi, le oppressioni, le rovine e tutte le altre opere demoniache " (Corpus Hermeticum).
La Parola di Dio dice che il demonio è un essere concreto che "va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando chi divorare" (cfr 1 Pietro 5, 8). Il Concilio Vaticano II in proposito è molto chiaro: "Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre: lotta cominciata fin dall'origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno" (Gaudium et Spes, 37).
La Parola di Dio nella Bibbia descrive le caratteristiche dell'oppressione diabolica (cfr. Vangelo di Matteo, capitolo 8, versetti 28-33; Vangelo di Marco, capitolo 5, versetti 1-6; vangelo di Luca, capitolo 8, versetti 26-39; Vangelo di Matteo, capitolo 9, versetto 32). Satana ha assegnato a certi demoni a determinati territori, nazioni, città, "culture" e "sottoculture". Questi demoni cercano di pervertire le persone nel loro territorio e di renderle nemiche di Dio (cfr. il libro di Ezechiele, capitolo 28, versetto 12).
La lettera di San paolo ai Romani, al capitolo 1, versetti 28-32 (ma anche i precedenti) descrivono bene, con grande attualità e realismo, la situazione in cui versa oggi il mondo:
"…E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia…"
Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (vangelo di Marco, capitolo 16, versetto 17 e libro dell'Apocalisse, capitolo 12, versetto 11).
"Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati…perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo " (Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 14). Una vittoria che sarà piena, per i cristiani alla fine dei tempi, ma ora si tratta di "tenere" le posizioni. In quella particolare condizione che in termini spirituali si chiama "già, ma non ancora".
Il principe di questo mondo è stato giudicato. Gettato fuori, non ha potere sul Cristo che è il vero Re dell'universo a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato, perché ogni realtà visibile e invisibile nei cieli e sulla terra è stata creata in vista di Lui e per Lui. La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai suoi fedeli la necessità di combattere satana, i cristiani infatti, "sono nel mondo, ma non appartengono al mondo" (Giovanni 17, 11-14-16, ma a Gesù Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana. I veri cristiani non devono preoccuparsi di quanto sta succedendo nel mondo. Perché anche se fosse la fine di questo mondo, i cristiani dovrebbero gioire, perché la loro liberazione è vicina. Ma quando un cattolico va alla Messa che cosa proclama insieme al sacerdote nel momento cruciale dell'Eucarestia? "Annunciamo la Tua morte o Signore e proclamiamo la Tua Resurrezione in attesa della Tua venuta". E allora? Cosa deve temere il cristiano? Deve solo temere di non essere tanto cristiano. Perché così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio, Gesù Cristo : "Conosco le tute opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Mai poiché sei tiepido… sto per vomitarti dalla bocca".

"Il principe di questo mondo è stato giudicato".
( Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 11)

"Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi"
(Lettera di San Paolo ai Romani, capitolo 16, versetto 20)

"E il diavolo che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche
la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli
".
(Apocalisse 20, 10)

"Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri
e chiunque ama e pratica la menzogna!
"
(Apocalisse 22,15)



Il Diavolo
tratto da "Come riconoscere le trappole del Demonio" di Mons. Bolobanic
Se Dio è un essere perfetto, la pienezza di perfezione, ci si pone la domanda: Come è possibile che vicino a un Dio eccellente esista un essere completamente negativo - Diavolo? È stato Dio a crearlo? Quello sarebbe in netta opposizione con la sua perfezione. Da dove arriva, dunque, il Diavolo?
Troviamo la risposta nell'ultimo libro del Nuovo Testamento, l'Apocalisse di San Giovanni Apostolo: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. II grande drago, il serpente antico, colui che chiamano il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12, 7-12).
Questa relazione biblica ci fa sapere qualcosa sul conflitto tra gli angeli. Ovviamente Dio ha creato gli angeli buoni. Il dono della libertà che avevano dava loro la possibilità di scegliere. Erano messi alla prova dell'ubbidienza e dell'amore; dovevano riconoscere il Dio come il loro Signore Supremo e liberamente mettersi al suo servizio. Invece, in una parte degli angeli nacque superbia, il desiderio di essere dio. Superbia è il peccato dello spirito. In seguito, Lucifero, l'angelo di luce, il più grande tra le creature di Dio, e una parte che lo seguiva, si ribellarono e diventarono gli spiriti maligni, i demoni. Nel momento in cui Lucifero, Satana, si è ribellato coscientemente, con tutto il suo essere e con la propria volontà, è diventato irreversibilmente l'essere più lontano da Dio. Il peccato di ribellione è rimasto inculcato nella sua natura e vi rimarrà eternamente. La Bibbia lo chiama con diversi nomi: Satana, Lucifero, Belzebù, il Serpente antico, il Padre della menzogna, l'Accusatore dei fratelli...
Quindi, Dio non ha creato il Diavolo e gli spiriti cattivi, ma sono stati loro, rivoltandosi contro Dio consapevolmente e liberamente a diventare cattivi. Il potere
e le capacità che ha ricevuto da Dio prima di ribellarsi, il Demonio li ha ancora. Dio non può negare se stesso. Ma adesso Satana quelle abilità, specialmente la cognizione, le usa per odiare Dio e tutti coloro che volonta­riamente desiderano servirlo.

Gesù e Satana
Gesù Cristo è il centro della creazione e della redenzione. Secondo il piano di Dio, tutto è creato "per mezzo di lui" (cfr. Col 1, 16). Nella Bibbia si parla di due regni: del regno di Dio e del regno di Satana. Si parla, da una parte dell'onnipotenza di Dio Creatore, Signore dell'universo, e dall'altra della potenza delle tenebre; dei figli di Dio di fronte ai figli del Demonio. È assolutamente impossibile concepire l'opera di Cristo Redentore se non tenendo presente l'azione devastante di Satana.
Egli è apparso in questo mondo "per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3, 8), liberare l'uomo dalla schiavitù diabolica e, dopo aver distrutto il regno di Satana, stabilire il Regno di Dio.
Il Diavolo è "omicida fin dal principio" (cfr. Gv 8, 44); nemico, tentatore, accusatore, per mezzo di lui nel mondo entrarono male, dolore, peccato e morte. Gesù lo nomina "il principe del mondo" (Gv 14, 30); Paolo lo descrive come "il dio di questo mondo" (2 Cor 4, 4); Giovanni afferma che "tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" (1 Gv 5, 19).
Tutti quelli che negano l'esistenza del Diavolo, compresi i più grandi teologi, considerandolo soltanto come un'idea astratta del male che serve solamente per impaurire l'uomo, chiaramente si sbagliano. Parlando dei demoni, la Scrittura ci parla degli esseri che hanno mente, volontà, libertà e intraprendenza. Lo confermano la consegna degli avi, quanto il ministero della Chiesa. Quindi, chi nega il Diavolo, nega il peccato e non è capace di comprendere l'opera della redenzione di Cristo.
Il Demonio è molto possente proprio perché oltre il potere usa la seduzione e la menzogna nascondendosi subdolamente. Non gli piace essere smascherato, scoperto. L'ha notato benissimo Ch. Boudelaire scrivendo: "La più grande astuzia del Diavolo è di farci credere che non esiste". Chiaramente! Poiché se è riuscito a farci credere che non c'è, allora vivremo senza pensare a lui, e di conseguenza potrà tranquillamente "tirarci per il naso" e "trasportarci assetati sopra l'acqua" senza che noi ce ne accorgiamo. Sembra che al giorno d'oggi riesca molto bene.
Il Vangelo dà molta importanza al conflitto tra Cristo e Satana. Certamente, ogni conflitto è segnato dalla sconfitta del Diavolo.
Per comprendere l'influenza di Cristo sul Demonio è importante distinguere alcune espressioni che ci porta la Sacra Scrittura. San Giovanni nella sua lettera dice: "Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3, 8). Pietro, riassumendo l'opera di Cristo al convertito Cornelio, spiega: "... passò benefi­cando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo" (At 1o, 38). Infine, Paolo, sulla lotta che il cristiano combatte per rimanere fedele a Cristo, dirà: "Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti" (Ef 6, 11-12).

Le tentazioni nel deserto
Al principio della sua attività pubblica, dopo il battesimo sul Giordano, Gesù fu tentato dal Diavolo. Ritirandosi nella solitudine di un deserto, per quaranta giorni a digiuno, pregando nell'unità col Padre, si preparava ad affrontare il Maligno.
Tentandolo, gli disse: "Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane" (Mt 4, 3). Ma egli rispose: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio!" (Mt 4, 4). Indubbiamente, il Tentatore cercava il momento giusto: Gesù era fisicamente esausto.
Stanco e affamato, logicamente l'uomo ha bisogno di mangiare. Ma in questo caso dobbiamo riconoscere la trappola del Demonio. Tante volte rispondiamo frivolamente al richiamo delle nostre emozioni, cercando di saziare le necessità momentanee... e in questo modo pecchiamo rifugiati dietro la maschera della concessione. "Ma tutti fanno così" è la nostra solita risposta di difesa. E Satana è molto abile. Si nasconde non volendosi scoprire come angelo caduto durante la rivolta. Al contrario, piuttosto veste i panni dell'angelo di luce presentandosi misericordioso, compassionevole, comprensivo. A Gesù affamato offre il cibo. Cosa è più normale di questo? Invece Cristo è Dio e distingue il pericolo. Per soddisfare le necessità corporee, l'uomo rischia di trascurare lo spirito. Quanti sono al giorno d'oggi che pensano soltanto a rimpinzarsi lo stomaco e a sfamare le proprie bramosie, lasciandosi l'anima vuota e senza Dio? Gesù poteva fare un miracolo; sappiamo che prossimamente sfamerà due volte migliaia di persone moltiplicando il pane nel deserto. Riconoscendo la trappola, risponde al Demonio: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4, 4).
Procede con la seconda tentazione. Dobbiamo sapere che Satana non si sente mai sconfitto. Dopo il primo tentativo senza successo, lo condusse sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede" (Mt 4, 6). Qui si nasconde il doppio inganno, il peccato di vanità. Propone a Cristo di fare sensazione davanti agli occhi del mondo, un salto mortale. Tutti gli applaudirebbero, lo ammirerebbero e lo adore­rebbero. La gente ama gli spettacoli. Ha bisogno degli idoli, di identificarsi con i cantanti, gli attori, i giocato­ri... Come nell'antica Roma, l'uomo d'oggi "desidera pane e giochi". La risposta di Gesù, come la prima volta, è decisa, tagliente e senza compromessi: "Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo!" (Mt 4, 7). Accontentarlo significherebbe sostituire i ruoli, cioè permettere al Tentatore di interpretare il Creatore. Satana si infuria per non aver avuto successo neanche stavolta. Non è riuscito a persuadere Cristo a fare un miracolo.
Segue il terzo tentativo. Il più orribile dei tre. Satana guida Gesù davanti a qualcosa che rovina l'uomo per l'eternità: "Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai” (Mt 4, 8-9). Quale demenza! Il Demonio che si immagina tutto suo e invece non ha proprio niente. Promette all'uomo successo, gloria, fama, potere, ricchezza, fortuna, progresso, piacere. Infine, gli prende tutto di nuovo, facendolo precipitare. Accecare l'individuo non permettendogli di vedere la via di scampo dopo il fallimento, convincendolo a rassegnarsi a tal punto di non capire il senso di vita, per condurlo infine a togliersela da solo è un'ordinaria strategia diabolica. Non siamo dunque, testimoni di tantissimi suicidi, sempre più presenti nella nostra realtà, specialmente tra i giovani?
Anche la terza volta Gesù evita l'imbroglio: "Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto!" (Mt 4, 10). Quanta forza e decisione in queste parole! Rivelano la grandiosa istruzione di vita per tutti coloro che si prosternano davanti agli idoli, i falsi dèi: l'idolo di soldo, l'idolo di scienza, di cupidigia, di potere e di carriera, l'idolo di pubblicità e prestigio, l'idolo di droga e alcol...
Tutte queste tentazioni nascondono l'insidia di accettare il desiderio del corpo, del mondo e di Satana (cibo, successo, potere...) che vuole dominare lo spirito. Mira a separarci da Dio e distruggerci l'anima. L'antico Adamo ha scelto la promessa del Diavolo; il Nuovo Adamo, Cristo, ha preferito essere obbediente al Padre, pur sapendo di dover morire crocifisso.
Chi potrebbe contare tutte le anime che Satana pos­siede attraverso simili insidie!? Tutti quelli che gli hanno creduto, ingannati con false promesse, "ciechi" e "incatenati" fanno parte della sua schiavitù. San Giovanni per tre volte lo chiamerà: Il principe di questo mondo. Cristo è qui per sterminare le potestà diaboliche che dominano tutti quelli sottomessi a subdoli inganni. È venuto per abbattere il potere; slegare "le catene" del Diavolo, liberare e dare la vita alle amate creature. Perciò disse ai suoi discepoli: Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori... perché non ha nessun potere su di me! (cfr. Gv 12, 31).

Cristo e il demonio nei Vangeli
Nei propri scritti, gli Evangelisti cercano di accentuare la divinità di Cristo. In questo senso particolarmente riportano le sue opere d'eccezione, i miracoli, tra i quali descrivono con particolare attenzione il potere che egli esercitava sugli spiriti maligni. Come abbiamo già detto, la sua missione era indirizzata a distruggere il Demonio e liberare l'umanità. Marco nel primo capitolo del suo Vangelo tre volte sottolinea questo potere di Cristo: "Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio'. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell'uomo'. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: `Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!' (Mc 1, 23-27). È importante notare come il popolo collega l'attività di Gesù con l'autorità e il potere che egli aveva sui demoni: "Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano" (Mc 1, 32-34). Possiamo evidenziare che Gesù non vuole la testimonianza degli spiriti maligni, menzogneri e ingannevoli. Gli basta quella del Padre e richiede anche la nostra. Marco ci informa: "E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni" (Mc 1, 39).
Matteo invece ci descrive come Gesù liberava tante persone: "La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva" (Mt 4, 24). "Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati" (Mt 8, 16). Luca riporta similmente: "Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!' Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo" (Lc 4, 40-41). "... erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro ma­lattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc 6,18-19). "... e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni... " (Lc 8, 2).

Dedichiamo per un istante la nostra attenzione a due avvenimenti caratteristici e particolarmente interessanti.
Riflettiamo sul caso dell'indemoniato di Gerasa. Si tratta di uno dei peggiori esempi di possessione diabolica dove l'individuo dimostra di avere forza erculea. Riusciva a spezzare le catene. Nessun altro caso rivela espressioni del genere. L'influsso del Demonio si può manifestare anche come malattia fisica. Abbiamo i casi del sordomuto e della donna ricurva. Oggi possiamo trovare diverse esteriorizzazioni della possessione demoniaca.
Quando Gesù gli domandò: Come ti chiami? "Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti" (Mc 5, 9). Anche al giorno d'oggi durante un rito di esorcismo può succedere come avvenne quando Cristo permise al Diavolo di entrare nei maiali. Gesù non ordina mai a nessuno di tacere di essere stato liberato dallo spirito maligno; lo fa di solito soltanto dopo aver guarito da qualche malattia.
Il secondo caso ci racconta la guarigione del fanciullo che i dieci apostoli non riuscivano a liberare da soli, mentre Gesù si trovava con Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. Anche questo era un grave esempio di possessione. Il Demonio tormentava il ragazzo gettandolo a terra ed egli irrigidendosi, schiumava dalla bocca e strideva i denti, come se fosse stato epilettico. Satana desiderava distruggerlo perciò lo buttava sia in acqua sia nel fuoco. Le descrizioni riportano Luca (9, 38-43) e Marco (9, 14-27).
Segue una domanda molto concreta e significativa di Gesù: "Da quanto tempo gli accade questo?" (Mc 9, 21). La risposta: "Dall'infanzia..." voleva accentuare che la vittima non era colpevole da parte sua per l'accaduto.
Cristo richiede la fede del padre per poter liberare il giovane: "Tutto è possibile per chi crede!" (Mc 9, 23) e ai discepoli stupiti e delusi per l'insuccesso dice: "Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera" (Mc 9, 29). Segnala che alcune liberazioni dagli spiriti immondi, particolarmente complessi, pretendono dall'interessato preghiera e digiuno.
Riportiamo alcune caratteristiche che sarebbe utile evidenziare negli incontri tra Gesù e il Demonio:
il Diavolo può entrare nella persona: "E allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui" (Gv 13, 27) il caso di Giuda Iscariota;
dopo la liberazione, lo spirito maligno può ritornare accompagnato da altri e peggiori demoni (Mt 12, 43-45);
è capace di agire in maniera da sedurre la gente come è accaduto del mago Simone (At 8, 9);
in alcune circostanze dimostra di avere potere straordinario: "... ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre" (Lc 22, 53);
Satana manifesta quel potere specialmente negli ultimi tempi e lo possiamo vedere dai discorsi di Gesù e nell'Apocalisse.
Il demonio si scatena se lo scopriamo e cerchiamo di colpirlo. Gli ebrei, i loro letterati e i farisei, temendo che il popolo cominciasse ad ammirare Gesù dicevano: "Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni!" (Mt 9, 34). "Ora sappiamo che hai un demonio" (Gv 8, 52). "Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni" (Mc 3, 22). Cristo darà tre risposte alle presenti accuse. Con la prima vorrà dimostrare che l'imputazione era insensata e contraddittoria: "Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi... se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire" (Mc 3, 23-26). La seconda risposta è ancora più potente. Gesù cerca di spiegare a quelli che lo ascoltano quello che sta succedendo: "Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio" (Mt 12, 28); "... ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori" (Gv 12, 31); "... il principe di questo mondo è stato giudicato" (Gv 16, 11).
La terza invece parla del potere assoluto di Dio e della sconfitta totale del Demonio: "Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino" (Lc 11, 21-22). "... il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me" (Gv 14, 30).

L'azione del demonio nel nostro tempo
Abbiamo menzionato che Satana e gli angeli ribelli, anche se divisi da Dio, hanno mantenuto il proprio dominio e la rispettiva posizione (Troni, Dominazioni, Principati, Potestà...) e che usano quelle virtù e potenze per le opere del male. Tra il primo arrivo di Cristo ed il giorno dell'ultimo giudizio Satana cerca continuamente di catturare più anime possibile. Il suo ultimo scopo è di rovinare e di sterminare l'uomo. Sant'Agostino sosteneva che, se Dio autorizzasse il Demonio "nessuno di noi sopravvivrebbe". Consapevole del proprio fallimento, sapendo "che gli resta poco tempo" (Ap 12, 12), ovviamente ha fretta e disperatamente cerca di accalappiare un buon numero di persone. La lotta contro "le potenze delle tenebre... " è "destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno" (GS 37). Ogni individuo, senza eccezioni, fa parte di quel conflitto. La nostra vita sulla terra è una permanente prova nella quale si misura quanto siamo fedeli a Dio e quanto schiavi del Diavolo. Al termine di questo cammino, ci aspetta tutti il giudizio di Cristo, in funzione di quanto ognuno di noi abbia fatto bene o male durante il proprio soggiorno terreno.
Evidentemente il potere di Satana in alcune epoche della storia umana risulta più forte, soprattutto al livello della comunità e poi, nella realtà del singolo. Tra gli storici si reputa che la rovina dell'Impero Romano avvenne come conseguenza della deformazione etica e morale che aveva contagiato l'intera società di quei tempi. Lo afferma chiaramente Paolo nella sua lettera ai Romani.
Intanto, osservando, ci risulta che anche il mondo d'oggi, in modo particolare quello Occidentale, presenti la stessa tendenza. Un enorme contributo è dovuto ai mezzi di comunicazione, spesso al servizio del male nella diffusione del materialismo, edonismo, consumismo... Satana accentua il culto del sesso, facendo diventare il corpo umano un mezzo del peccato. Questa è l'azione diabolica che spesso chiamiamo tentazione, diffusa in tanti modi... Infine possiamo constatare che la propaganda del mondo satanico è talmente aperta e prepotente che riesce direttamente e indirettamente ad influenzare l'uomo, a distruggergli la vita e a portargli l'anima all'inferno.

mercoledì 22 maggio 2013

La lotta spirituale: analisi in 12 puntate del combattimento contro le forze del male!

 
Inizia, con il post di oggi, un percorso composto di 12 approfondimenti riguardanti la lotta contra satana, gli angeli ribelli e le anime dannate. San Paolo nella lettera agli efesini scriverà: "Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti". In ragione di ciò è bene che la nostra anima, la nostra mente, il nostro cuore e le nostre stesse mani si addestrino per intraprendere, già vittoriosamente per coloro che crederono in Colui dal quale deriva ogni forza spirituale, Gesù Cristo Signore nostro, questa battagli contro il potere delle tenebre per giungere vittorioso, nella Chiesa, con la Chiesa alla Meta Celeste come testimoni veraci di quella debolezza che la forza d'ogni credente: la Croce. Il libro del Siracide ci ricorda:

"Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
resta saldo nella giustizia e nel timore,
prepàrati alla tentazione.
Abbi un cuore retto e sii costante,
tendi l’orecchio e accogli parole sagge,
non ti smarrire nel tempo della prova.
Stai unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
Accetta quanto ti capita
e sii paziente nelle vicende dolorose,
perché l’oro si prova con il fuoco
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
Affìdati a lui ed egli ti aiuterà,
raddrizza le tue vie e spera in lui,
persisti nel suo timore e invecchia in esso.
Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia
e non deviate, per non cadere.
Voi che temete il Signore, confidate in lui,
e la vostra ricompensa non verrà meno.
Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici,
nella felicità eterna e nella misericordia.
Voi che temete il Signore, amatelo,
e i vostri cuori saranno ricolmi di luce.
Considerate le generazioni passate e riflettete:
chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato?
Perché il Signore è clemente e misericordioso,
perdona i peccati e salva al momento della tribolazione,
protegge coloro che lo ricercano sinceramente
".
 (Sir 2, 1-13)
 
 
 
La necessità della lotta spirituale è affermata chiaramente nel vangelo, san Paolo ad esempio ci parla apertamente della lotta che il cristiano deve intraprendere sia nella propria vita spirituale, sia nella vita apostolica; la vita cristiana è lotta e combattimento:
"Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile" (1 Cor 9, 24-25).
Come in una corsa dunque siamo chiamati a gareggiare con spirito di temperanza perseverando fino alla fine.
Ma perchè questa lotta? Perché la nostra natura indebolita dal peccato originale ci rende inclini al male e soggetti alla tentazione, dunque all’azione del maligno.
In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull'uomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta « la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo ». (541) Ignorare che l'uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale (542) e dei costumi. (CCC 407)

La drammatica condizione del mondo che « giace » tutto « sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,19) (544) fa della vita dell'uomo una lotta:
« Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio ». (545) (CCC 409)

I cristiani, avvolti dalla potenza dello Spirito, sono in grado di combattere e vincere le potenze intelligibili del male, mettendo a nudo tutte le loro astuzie e liberando quanti sono in loro potere. Per questo compito così arduo però, essi devono essere ben rivestiti dell'armatura di Dio: "State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti della corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete dunque in mano lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito" (Ef 6,14-18).
L' armatura del cristiano nel combattimento è del tutto spirituale, segno quindi della natura spirituale del combattimento, in cui è impegnato. Esso (come abbiamo già detto all'inizio) non è contro creature di carne, ma contro entità spirituali pervertite, che si lasciano vincere solo da energie spirituali e divine.
Il combattimento del cristiano è anche contro il mondo, che è sotto il potere del maligno.
Il cristiano riporta la sua vittoria su satana, quanto più la sua anima sarà pura da ogni vizio mondano, e vivrà nel mondo senza essere del mondo, secondo le parole di Gesù (cfr. Gv 17,15-16). Consacrato nella verità, il cristiano sarà in grado di continuare quella testimonianza alla Verità di fronte a un mondo incredulo, che Gesù ha inaugurato nei giorni della sua vita mortale. La testimonianza è principalmente opera dello Spirito di Cristo, da lui inviato alla Chiesa. Sotto l' impulso dello Spirito della verità, continua lo scontro tra Cristo e il mondo, lungo i secoli della Chiesa. Gesù stesso l'aveva annunziato: "E' bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato" (Gv 16,7-11).
Il combattimento del cristiano è infine contro la carne e le sue concupiscenze. Se è arrivato allo stato perfetto di discepolo di Cristo, egli "ha crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri" (Gal 5,24). Ormai appartiene a Cristo e la sua vita è solo nello Spirito, al contrario della vita nel mondo, che è tutta nelle passioni carnali. Fin quando questa vittoria completa sulla carne e le sue concupiscenze non è attuata, il cristiano deve continuamente mortificare in sé ciò che appartiene alla terra: "fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell'avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono" (Col 3,5).
Perciò acquista un’importanza fondamentale nella vita del cristiano la preghiera e la penitenza, necessaria alla riparazione dei peccati e all'ottenimento di grazie particolari
 

lunedì 22 aprile 2013

Wicca o neo-stregoneria: attenzione ai comportamenti e alle parole degli adolescenti (e non solo!). Storie di possessione diabolica e poteri satanici!

 
 
Un po' di storia
 
di PierLuigi Zoccatelli
 
La maggior parte degli aderenti alla Wicca (espressione anglo-sassone antica per "stregone", maschile di witch, "Strega", presentata alle origini della corrente - ma in modo filologicamente fantasioso - come versione inglese antica di witchcraft = "stregoneria") si definisce "pagana", anche se non tutti i pagani e neo-pagani si considerano "streghe" o aderenti alla Wicca. Il rapporto fra neo-paganesimo e neo-stregoneria è in relazione con una controversia storiografica, la cosiddetta "eresia Murray", e con le origini stesse del movimento chiamato Wicca in Inghilterra. Una prima controversia ruota intorno alle tesi di Margaret Alice Murray (1863-1963), egittologa di professione e storica della stregoneria per passione, che pubblica a partire dal 1917 diversi scritti sulle streghe che culminano nel 1931 con "Il dio delle streghe".
Influenzata dalle ricerche, a sua volta discusse, del folklorista americano Charles Godfrey Leland (1824-1903), condotte soprattutto in Italia, Margaret Murray - che sopravviverà alla controversia sulla sua "eresia" storiografica, e vivrà fino all' età di cento anni - sostiene che la stregoneria è semplicemente la "vecchia religione" dell'Europa precristiana, sopravvissuta in modo segreto alle persecuzioni. L'Inquisizione la processava e condannava come satanismo, mentre si trattava piuttosto di un culto dualista di un principio maschile e di uno femminile di origine antichissima. La stregoneria combattuta dall'Inquisizione era nella sostanza, secondo Margaret Murray, l'autentica "religione pagana ".
Convinti che la stregoneria del Medioevo non avesse in realtà niente a che fare con le religioni precristiane "pagane", gli storici della stregoneria accademici reagiscono in modo violento al libro di Margaret Murray, e molti approfittano della controversia per concludere che la stregoneria non è mai esistita se non nell'immaginario degli inquisitori, che avevano inventato le streghe e creato il relativo panico morale.
A partire dagli anni 1970, peraltro, la tendenza dominante nella storiografia accademica cambia. Storici come Carlo Ginzburg, a partire da esempi specifici, suggeriscono una via media che non accetta né la tesi di Margaret Murray né la contro-tesi secondo cui la stregoneria sarebbe una mera invenzione degli inquisitori.
L'Inquisizione, sostengono Ginzburg e altri, non ha inventato la stregoneria: elementi che derivavano da una cultura folklorica - in parte antichi, in parte maggiore più recenti - avevano un'esistenza autonoma, che sarebbe continuata anche senza i processi degli inquisitori. Il problema storiografico e semmai quello di discernere questo nucleo folklorico, che - a causa della interazione con gli elementi che provenivano dalla cultura propria degli inquisitori - è difficile per lo storico contemporaneo ritrovare nelle carte processuali. Gli stessi elementi che ricordano in modo più preciso tradizioni precristiane e pagane potrebbero, secondo Ginzburg, provenire dagli inquisitori che (a differenza degli inquisiti) erano certamente dotati di una buona cultura classica. E più saggio concludere, secondo questi storici, che il nucleo autentico della stregoneria medioevale e protomoderna comprende esperienze estatiche popolari, che rimangono tuttavia molto diverse da quelle della religione pagana così come era esistita prima del cristianesimo.
Negli anni 1990 altri storici, soprattutto inglesi (Lyndal Roper, Robin Briggs, James Sharpe, Diane Purkiss, Stuart Clark), adottano una posizione ulteriormente diversa, sostenendo che i processi per stregoneria - peraltro minori per numero di quanto storici precedenti avessero creduto - nascono "dal basso", dalle accuse e dalla diffidenza popolari verso figure (prevalentemente femminili, ma anche maschili) marginali e sospette, che l'autorità cerca semmai di incanalare e controllare. Queste figure marginali potevano avere diverse forme di comportamento considerato antisociale, ma non praticavano nessun tipo - neppure, salvo in casi rari e locali, folklorico - di religiosità alternativa o precristiana. I creatori della Wicca utilizzano, sostanzialmente, "L’eresia Murray". Se infatti la religione pagana aveva avuto una continuazione segreta nella stregoneria, non era incredibile che - sempre in segreto - fosse continuata fino ai giorni nostri e se ne potessero trovare ancora oggi eredi autentici.
 
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Il fondatore: Gerald Brosseau Gardner
 
di Massimo Introvigne
 
Il fondatore della Wicca - non da tutta la Wicca attuale riconosciuto come tale - è Gerald Brosseau Gardner (1884-1964). Nasce a Great Crosby, nel Lancashire inglese, il 13 giugno 1884 da una famiglia benestante. Non prosegue gli studi universitari ma, affascinato dall'Oriente, va a lavorare per il Servizio civile britannico in Malesia. Nel 1936 va in pensione, e si ritira nella zona della New Forest, nell'Inghilterra del Sud. Già in Oriente si era interessato alle tradizioni magiche locali e aveva aderito alla Società Teosofica. In Inghilterra e così naturalmente accolto da ambienti teosofici e fa parte di una "Fraternità Rosacrociana" della New Forest i cui membri sono quasi tutti teosofi. Più tardi, Gardner darà importanza alla sua frequentazione di un personaggio noto nella New Forest, Dorothy Clutterbuck Fordham (1880-1951), sostenendo di avere ricevuto da questa "vecchia Dorothy" una tradizione ereditaria di stregoneria continuata nella zona per secoli all'interno di alcune famiglie. In un'opera pubblicata nel 1999, The Triumpi of the Moon, lo storico Ronald Hutton che ha potuto avere accesso alle carte personali e ai diari di Dorothy Clutterbuck - ha stabilito in via definitiva che la dama della New Forest, pilastro del Partito Conservatore e della Chiesa anglicana locale, non aveva alcun interesse di tipo esoterico né teosofico. Gardner, che probabilmente l'aveva conosciuta, ha voluto - dando il nome di una personalità socialmente nota (e defunta) - creare una falsa pista per nascondere le origini reali dei suo rituale.
Alcuni hanno ritenuto che il vero "iniziatore" di Gardner sia stato Aleister Crowley (1875-1947),(1) e lo hanno anche accusato di avere scritto per Gardner, a pagamento, i primi rituali della Wicca. Dai diari di Crowley si ricava però che Gardner lo andò a trovare tre volte, per poche ore, solo nel 1947, l'anno stesso della morte di Crowley: il vecchio mago era ormai stanco e malato, e non avrebbe potuto aiutate Gardner a creare un rituale (che del resto, in forma embrionale, quest'ultimo aveva già elaborato prima del 1947), anche se lo aiutò fornendogli alcuni libri difficili da trovare. Gardner e alcuni amici elaborano negli anni 1940 - sulla scorta delle idee di Margaret Murray e di una varietà di altre fonti - un rituale che si ispira alla stregoneria, e cominciano a praticarlo con persone che facevano parte della loro cerchia teosofica nella New Forest. Fino al 1951 la stregoneria è illegale in Inghilterra (la legge relativa è abrogata solo in quell'anno). Gardner pubblica per la prima volta riferimenti a un'organizzazione di neo-stregoneria sotto forma di romanzo nel 1949, con il titolo High Magic's Aid. Solo dopo la svolta legislativa del 1951, Gardner può pubblicare due opere teoriche: Witchcraft Today nel 1954, e The meaning of witchcraft nel 1959.
In queste opere - cosi come in molte conversazioni e interviste - Gardner, dalla fine degli anni 1940 fino alla sua morte nel 1964, insiste nel sostenere di non avere "inventato" la Wicca ma di essere entrato in contatto con un gruppo della New Forest che risale al Medioevo e che si trasmette una tradizione di padre in figlio (e di madre in figlia). Qualche volta, Gardner fa riferimento alla "vecchia Dorothy" come se si trattasse di una strega contadina; in realtà Dorothy Clutterbuck Fordham era in effetti chiamata la "vecchia Dorothy ", ma si trattava di una dama anglicana colta e ricchissima, che sembra non avere avuto nulla a che fare con la stregoneria. Sull'attendibilità del resoconto di Gardner esistono diverse opinioni. Margot Adler (Drawing Down the Moon, 1979) e Aidan A. Kelly tendono a sostenere che la storia di Gardner sia totalmente fantastica. Kelly, in particolare, ha lavorato sui documenti personali di Gardner, ceduti a un Museo della stregoneria nell'Isola di Man e successivamente da questo alla società Ripley's International, che gestisce a fini di lucro i diversi musei di curiosità "Ripley's Believe It or Not" nel mondo.
Alla domanda se nelle prime versioni, del 1949 e del 1953 , dei taccuini magici e del "Libro delle ombre " (Book of Shadows) di Gardner ci fossero elementi che non provenissero da fonti note nel mondo dei movimenti esoterici degli anni 1940, Kelly risponde negativamente. Tutto può essere fatto risalire a rituali e opere di Aleister Crowley, della Golden Dawn, della Società Teosofica e della massoneria, con derivazioni occasionali da classici della letteratura inglese e dalle opere di Leland e della Murray. L'unica aggiunta riguarda lo scourging, una blanda flagellazione rituale, che Kelly attribuisce più alle preferenze sessuali di Gardner che a una presunta tradizione antica. Ronald Hutton accetta sostanzialmente la tesi di Kelly, con l'unica differenza che attribuisce la scelta dello scourging all'opportunità di trovare un metodo facile per provocare stati alterati di coscienza piuttosto che a presunte e non provate tendenze sado-masochistiche di Gardner. Dal canto suo, Doreen Valiente (1922-1999), allieva preferita di Gardner fino alla rottura avvenuta nel 1957, considerata da molti la madre della Wicca contemporanea, ha maturato su questa controversia diverse posizioni nel corso di una lunga carriera nella neo-stregoneria.
Nei suoi ultimi scritti, Doreen Valiente riferisce che Gardner ammetteva di avere copiato parti del rituale da Crowley e da Leland, e conferma quanto sostenuto da Kelly a proposito di importanti revisioni al "Libro delle Ombre" operate dalla stessa Valiente fra il 1953 e il 1957 per eliminare una serie di riferimenti massonici e crowleyani. In polemica con Kelly, Doreen Valiente sostiene però che Gardner - avendo ammesso una serie di episodi poco onorevoli a proposito del suo uso di "prestiti" letterari -non aveva alcuna ragione di mentire quando continuava, fino alla morte, a sostenere di essere veramente entrato in contatto con una congrega di stregoneria della New Forest di origini antiche. Allo stesso Crowley, del resto, sono stati attribuiti contatti con una tradizione di stregoneria ereditaria che risalirebbe a George Pickingill (1816-1909). La tesi, proposta da Bill Liddell nel 1974 e ripetuta da molti altri autori, e stata smontata da Hutton e da altri: Crowley non si è mai interessato alla stregoneria moderna o antica (se non per criticarla come magia di tipo "inferiore" non esistono prove documentali né di contatti fra Crowley e Pickingill, né fra quest'ultimo (un contadino di Canewdon nell'Essex, che operava come cunning man, o mago folklorico di paese, reso celebre negli anni 1960 da studi del folklorista Eric Maple) e ambienti magici "colti".
Né si deve dimenticare che l'eventuale contatto non provato - di Gardner, direttamente o tramite Crowley, con una tradizione di stregoneria più antica non riporterebbe comunque al paganesimo precristiano, a meno di prendere letteralmente per buone le tesi della Murray, cosa che anche i suoi critici più benevoli non sono oggi disposti a fare.
 
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Dissolvere gli incantesimi della Wicca
di Mary Zurolo
 
Tratto da Catholic Faith & Family - Novembre 1999

 
Emozioni e potere
 
Perché la Wicca affascina così tanto gli adolescenti?
Una rassegna di pagine web per giovani aderenti alla Wicca suggerisce che la sua attrattiva risiede principalmente nell'importanza attribuita alle emozioni, al potere e alla libertà.
Per Myche, un quindicenne ex cattolico, ora seguace della Wicca, che vive vicino a Salem, Massachuttes, l'attrazione della Wicca sembra basarsi sull'emozione.
" Un fattore che mi ha indotto a cambiare religione," scrive Myche sul suo sito web, "è che più io diventavo religioso e più sembrava che la mia vita peggiorasse. Alla fine ho rinunciato e sono diventato non-religioso."
Un viaggio a Salem gli fece cambiare idea.
"Andai a Salem il giorno dopo Halloween, e .....quel giorno tornai a a casa che ero una nuova persona. ....Mi sentivo attratto da Salem e sapevo che in qualche modo ero entrato in contatto con le cose che succedono là. ...Non era la prima volta che sentivo un impulso psichico. In varie occasioni mi accorgo che mi succede, e spesso ho dei "deja vu". Questo contribuisce alla mia attrazione verso la Wicca."
Per altri la seduzione della Wicca risiede nell'importanza attribuita alla libertà personale. Alcune donne trovano molto attraente l'attenzione posta dalla Wicca sul culto della divinità femminile. Su un sito web, qualcuno che si presenta con il nome di Artemis Silveraven, scrive: "Ci sono molte cose che mi piacciono della Wicca. Il culto a un Dio e a una Dea, non a un unico Dio. Inoltre tu stesso puoi essere il sacerdote o la sacerdotessa."
Padre Paul Desmarais, pastore della Chiesa del Sacro Cuore di Pawtucket, R.I., che ha lavorato con gli adolescenti e l'occulto negli ultimi 10 anni, riconosce che la Wicca affascina gli adolescenti in ricerca spirituale.
"Il nostro mondo è diventato così consumista, così basato sull'apparire e sul successo, che i ragazzi provano un reale senso di impotenza nella loro vita. Credo che i ragazzi facciano incantesimi o tentino di apprenderli perché sentono un grande vuoto, un grande bisogno di qualcosa".
Sebbene le credenze della Wicca siano molto varie, quando gli adolescenti cercano questa spiritualità probabilmente si imbattono nelle seguenti nozioni:
1)La maggior parte dei seguaci della Wicca adorano una duplice divinità, il Dio Cornuto e la Signora. Molti credono che tutti gli dei e tutte le divinità femminili siano aspetti di queste due divinità.
2)Gli aderenti alla Wicca solitamente credono che lo scopo della vita umana sia vivere in armonia con la natura, che tutta la realtà è divina, che il mondo spirituale e materiale sono un'unica realtà, che non c'è una sola verità, che c'è una pluralità all'interno della identità divina e che la pratica rituale è la via magica all'armonia. I praticanti vivono secondo una legge morale chiamata "rede" che afferma: "Finché non danneggia nessuno, fai ciò che vuoi."
3)La Wicca, una forma neo-pagana di stregoneria, non è satanismo. I seguaci non offrono sacrifici animali nè credono nel diavolo. Nella maggior parte dei casi non reclutano attivamente i giovani e la maggioranza la pratica per conto proprio.
 
Possessioni diaboliche
Ma almeno un forum online rivela un messaggio inquietante. Un utente che si presenta come Britt dice: "Stavo parlando con il mio amico Dave...è un cristiano piuttosto devoto....Ho scoperto che un tempo era un seguace della Wicca. Ha detto che ne era così profondamente coinvolto che era quasi posseduto dal demonio."
Sebbene la Wicca e il satanismo non siano la stessa cosa, molti adolescenti non conoscono la differenza e questa confusione può condurli ad altre pratiche occulte.
"Il contatto con certe pratiche porta a un coinvolgimento nell'occulto sempre maggiore" dice Padre Desmarais. "Una delle cose di cui i genitori non si rendono conto è che lo spirito del mondo è reale, e frequentare lo spirito del mondo ti rende vulnerabile ad esso. I ragazzi corrono il rischio reale di avere manifestazioni di spiriti cattivi, di essere disturbati o tormentati da spiriti cattivi. Quando dici queste cose ai genitori ti guardano come se fossi pazzo. Ma poi sentono i racconti di quello che succede e dicono "Accidenti!"
John Gibson aggiunge che più uno è coinvolto nell'occulto e più quest'ultimo risulta attraente.
"Il pericolo intrinseco della passione per il magico è che più potere raggiungi più intossicato diventi. Cominci ad acquistare sempre più potere per te stesso e questo assorbe tutta la tua vita".
In effetti il Catechismo della Chiesa Cattolica sostiene: "Tutte la pratiche di magia o stregoneria con le quali si tenta di sottomettere poteri occulti così da metterli al proprio servizio ed avere un potere sovrannaturale sugli altri - anche se questo fosse allo scopo di ristabilire la loro salute - sono gravemente contrari alla virtù della religione" (N° 2117).
Gibson, come May ed altri che operano con gli adolescenti hanno una conoscenza di prima mano dei pericoli conseguenti alle pratiche occulte.
"Il pericolo più grande che vedo è la perdizione della nostra anima" dice Mays.
Essa cita Deuteronomio 18,10-12 che recita: "Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, nè chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; nè chi faccia incantesimi, nè chi consulti gli spiriti o gli indovini, nè chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore".
"Questo passaggio dell'Antico Testamento era certamente pre-cristiano e Dio già diceva "Non fare questo". Non perché vuole comandare, ma per saggezza.. E' come se avesse detto: "Se vuoi essere felice e vivere bene, queste sono le linee guida che ti aiuteranno".
Praticare la Wicca non è solo una violazione del primo comandamento - "Non avrai altri dei all'infuori di me" - ma può portare anche a danni spirituali e fisici, sostiene ancora May. Se i giovani praticano il satanismo vanno incontro a danni fisici oltre che a confusione,depressione e desideri suicidi.
La maggior parte dei ragazzi non raggiunge questo livello perché imparare i necessari rituali è noioso e assorbe molto tempo, dice Padre Desmarais. In ogni caso i genitori cattolici dovrebbero stare attenti.
 
A rischio speciale
 
May e gli altri che lavorano con i giovani credono che gli adolescenti cattolici, specialmente quelli che hanno una fede debole o superficiale, sono particolarmente a rischio di sviluppare un'attrazione per le religioni neo-pagane.
"Gli adolescenti cattolici sono particolarmente vulnerabili su questo punto perché noi adulti gli insegniamo un mucchio di teoria sulla loro fede ma non gli doniamo un incontro vivo con Cristo. Non fanno esperienza di Cristo nella loro vita. Sanno solo qualcosa su di Lui."
"Ho sentito più che a sufficienza dei giovani dire: "Sono un ex cattolico ora praticante della Wicca" dice Gibson.
" La maggior parte dei ragazzi cattolici sono innocenti e interessati alla vita spirituale" sostiene May " Così quando incontrano l'occulto in tutte le sue forme, inclusi i rituali pagani, ne sono interessati. Vogliono crescere spiritualmente e così sono disposti a prendere questa via e non sanno riconoscere ciò che è vero da ciò che non lo è."
I genitori come possono accorgersi che i loro figli stanno sviluppando un interesse per la Wicca? E in questo caso, cosa possono fare?
" A volte i comportamenti esteriori possono sembrare realmente attinenti alla fede cattolica" dice Gibson.
I genitori possono scoprire che i loro figli comprano candele, incenso e libri spirituali. Altri indizi sono l'uso di erbe e il possesso di tarocchi, spade, una tovaglia nera con disegnato un pentagramma (una stella dentro un cerchio) .....
 
Luna piena e luna nuova
 
L'indizio principale che rivela l'interesse dei ragazzi per la Wicca sono i libri sulle loro mensole.
"Qualunque cosa di Scott Cunningham, come Wicca: A Guide for the Solitary Practitioner. Quando questo libro appare sui loro scaffali significa che sono attivamente alla ricerca."
Anche una pletora di libri sulla mitologia, specialmente la mitologia celtica, può essere un segno.
I genitori dovrebbero preoccuparsi anche quando i loro figli spariscono in prossimità della luna nuova e della luna piena, o in occasione delle 8 maggiori festività Wicca o nei weekend vicini. Le festività Wicca sono: Yule (21 dicembre), Imbolc (2 febbraio), Ostra (21 marzo), Beltane (1 maggio), Litha (21 Giugno), Lammas (1 Agosto), Mabbon (22 Settembre), e Samhain (31 Ottobre).
Altri cambiamenti di comportamento che potrebbero indicare un interesse per la Wicca sono la partecipazione a corsi di guarigione, magari nella vicina libreria. Carolyn May dice che i genitori dovrebbero dare un' occhiata a questi corsi, specialmente se non sono basati sulla dottrina cattolica.
"Si tratta di affrontare la vita con gli occhi aperti" dice May "Non si va da un consulente senza prima appurar in che cosa crede. Allo stesso modo non si va ad un corso senza prima appurare cosa insegnano, non per paura ma per saggezza."
I ragazzi che seguono la Wicca possono anche incominciare a parlare dei loro mutevoli interessi usando frasi come "gettare il cerchio" o "accrescer il cono di potere". Possono anche iniziare a fare riferimento all'"Arte" o condire le loro conversazioni con la frase "Il Signore e la Signora ci aiutano".
Per contrastare l' interesse nella Wicca, gli esperti sottolineano l'importanza della preghiera familiare e della testimonianza di una fede vissuta. Questi mezzi possono aiutare i ragazzi a rafforzare la loro fede ed evitare così che cerchino alternative. Tutto evidenzia che limitarsi a mandare i ragazzi al catechismo non è sufficiente affinché sviluppino una solida fede.
"Il catechismo non servirà a tenerli lontani da queste cose" sostiene Carolyn May. " I ragazzi hanno bisogno di conoscere l'importanza della Confermazione nelle loro vite e come lo Spirito Santo è con loro e li aiuta ogni giorno. Dobbiamo aiutare i ragazzi e gli adulti a comprendere che l'Eucarestia è una reale presenza proprio in mezzo a noi. Dobbiamo comprendere, apprezzare e amare la presenza di Gesù Cristo."
Padre Desmarais incoraggia i genitori a condividere le loro esperienze di fede con i loro figli.
"Dite loro come e perché Dio è importante per voi".
Gli esperti raccomandano anche gruppi di preghiera come Emmaus, Life Teen e Encounter with Christ poiché il loro obbiettivo è di aiutare i giovani a sviluppare una relazione personale con Cristo e a sperimentare la loro fede.
Partecipare alla Messa Latina o praticare in famiglia riti tradizionali cattolici può servire a far familiarizzare i ragazzi con le ricche tradizioni cattoliche e renderli meno propensi a cercare i romantici rituali neo-pagani.
"Attribuisco molta importanza ai ritiri" dice Padre Jim Flavin della Chiesa di Saint Colman of Cloyne di Brockton, Mass., che lavora con gli adolescenti e l'occulto da circa 8 anni. "L'esperienza del ritiro spirituale è importante perché i giovani stanno insieme; e se riusciamo a fargli avere una relazione con Gesù, allora è un'esperienza veramente profonda".
Per John Gibson sono state le numerose false affermazioni storiche dei discepoli della Wicca che alla fine lo hanno allontanato dal neo-paganesimo. Per questo motivo egli raccomanda che i genitori sottolineino la verità degli eventi biblici quando trasmettono la loro fede.
"La cosa migliore che i genitori possono fare è di trasmettere la fede in un contesto storico dove i ragazzi possono avere la garanzia che ciò che viene loro detto è vero. Non possiamo aspettare che lo facciano i catechisti al posto nostro. Dobbiamo rimboccarci le maniche e farlo".
Se i ragazzi mostrano interesse nella Wicca, Padre Desmarais consiglia come prima cosa ai genitori di ascoltare molto. Gli adolescenti possono usare l'impersonale "noi" quando parlano del loro nuovo credo. Ad esempio possono dire: "Come streghe noi adoriamo questo o facciamo quest'altro perché....". L'uso dell'impersonale "noi" tuttavia indica che non hanno ancora assimilato la nuova dottrina come loro credo.
"Cercate di capire che cosa questo significhi per loro" consiglia Padre Desmarais, "non discutete ancora sui pro e sui contro, ma domandate cosa stanno cercando esattamente".
Egli avverte i genitori di essere pazienti e di non diventare troppo severi in questo stadio affinché inavvertitamente non incoraggino la ribellione adolescenziale. Inoltre i genitori devono assumere un'autorità spirituale su ciò che permettono nelle loro case.
 
Aiuto psicologico
 
Infine May raccomanda di cercare aiuto psicologico se un ragazzo coinvolto nell'occulto diventa depresso o tenta il suicidio.
"Fate in modo che ci siano sempre persone disposte a parlare con loro quando raggiungono il fondo".
Questi aiutanti potrebbero essere un sacerdote, un buon consulente cristiano, educatori o adulti cristiani che possano camminare con loro senza giudicarli. Soprattutto il sacramento della riconciliazione è indispensabile.
Gibson ora non ha più alcun contatto con la Wicca e altre forme di neo-paganesimo, ma la sua esperienza con l'occulto gli ha lasciato una chiara consapevolezza degli inganni in cui vengono tratti i giovani di oggi.
"Ora combattiamo per i nostri ragazzi. Nella nostra società non attribuiamo molto valore alle convinzioni religiose. Possono essere cambiate come se nulla fosse. Siamo diventati così tolleranti verso le altre dottrine al punto da tollerare che la gente s'infili nella bocca dell'inferno e diciamo: "Ok, è la tua vita. E' una tua decisione".
Non c'è nessuna magia per dissolvere gli incantesimi della Wicca. I genitori e i ragazzi possono iniziare mettendo via il Libro delle Ombre e prendendo la Bibbia. Il Libro dei Proverbi promette che la Parola, e non la Wicca, " è lampada ai miei passi e luce sul mio cammino."